Roma, 10 mag – Nella sua essenza, il moderno si presenta fin dal suo sguardo originario come una messa in congedo del profilo dello zoon politikón, dell’uomo aristotelicamente inteso come animale politico, comunitario, socievole. In suo luogo, prende gradualmente forma l’individuo formale-astratto (Renato Cartesio), egoista e anticomunitario (Tommaso Hobbes), possidente e privatizzato (Giovanni Locke). Fino ad arrivare, dopo una lunga e tortuosa via, al noto teorema thatcheriano, oggi imperante, per cui la società non esiste: vi sono solo atomi concorrenziali e competitivisti, monadi senza finestre che non siano quelle del do ut des liberoscambista.
Il soggetto comunitario di Aristotile è sostituito dalla moderna società individualizzata di Tommaso Hobbes e dei suoi “nipotini”: se il primo rendeva ragione dell’individuo a partire dalla “comunità” (koinonia, da “tò koinon”, “ciò che è comune”), intesa come sua origine e suo luogo di piena realizzazione intersoggettiva, il secondo, dal canto suo, spiega la società sul fondamento dell’esistenza di individui che, come i funghi, spuntano sparsi e a sé stanti, e che si uniscono solo per garantire a se stessi la sicurezza e il sereno raggiungimento dei propri interessi personali. Così scrive Hobbes nel “De cive” :  “consideriamo gli uomini come se fossero d’un tratto spuntati dalla terra (al modo dei funghi), già adulti, senza alcun obbligo reciproco (emerged from the earth like mushrooms and grown up without any obligation to each other)” .
È oggi più che mai da Aristotile che occorre ripartire. Questi, come è noto, mostra nella “Politica” la diretta evoluzione dalla famiglia al villaggio e da questo alla polis: la famiglia si pone come comunità istituita per la vita quotidiana secondo natura, il villaggio come comunità di più famiglie per bisogni non quotidiani, la polis, infine, come comunità scaturente da più villaggi, secondo un’evoluzione teleologica in cui il punto d’arrivo è necessità interna del processo.
La prospettiva di Aristotile, in cui si condensa l’essenza dell’etica greca e dello spirito del comunitarismo (e che sarà ripresa, sia pure in modo originale, da Hegel) si pone come antitesi ante litteram della visione moderna e illuministica della società come aggregato atomistico di individualità concorrenziali e insocievolmente socievoli. E può, dunque, costituire una feconda opposizione alle logiche disgreganti e anticomunitarie del nostro presente reificato e in balia della scissione.
Diego Fusaro


6 Commenti

  1. Io penso che per valutare gli umani e l’evoluzione che abbiamo potuto avere nel pianeta Terra, si debba guardare una delle foto create da un astrofisico, nella quale è rappresentata la Galassia Via Lattea. La Via Lattea ha in centro un’enorme buco nero abbastanza dormiente circondato da miliardi di stelle. In una parte di questa circonferenza, in un’area periferica c’è il nostro piccolissimo sistema solare e, ancor più insignificante, rispetto all’insieme, esiste la Terra. Prolifica e feconda di un’infinità di specie viventi che hanno, fra le varie caratteristiche, anche quella di difendere la propria specie ed il proprio nido o territorio. Se noi ci vediamo da questo punto di vista capiamo quanto siamo insignificanti rispetto ad altre potenze e forze e che insistiamo a volere essere teorie assurde e che ci fanno solo male.

  2. ..l’illuminismo non lo si può liquidare in una semplice frase..Questi ha dato una grande spinta all’evoluzione della società, liberandola da schiavitù fatte di superstizione, vari credi religiosi o pseudo scientifici. Possiede, nella sua grande raccolta di riflessioni, mille rivoli di pensiero, alcuni anche opposti tra loro…

  3. Secondo me Fusaro lo ha fatto a posta, per abbassarsi al nostro livello: perché è tipico dei pivelli scrivere la versione in lingua originale accanto a un’espressione in italiano. E poi Aristotele non usava questo modo di scrivere più che da iniziati, freddo e privo di sentimento; e la parola comunitarismo ai tempi di Aristotele forse non aveva lo stesso significato che ha oggi…

  4. […] (1) Marco Santopadre, Cosa abbiamo fatto per meritarci Diego Fusaro? http://contropiano.org/interventi/2015/04/08/cosa-abbiamo-fatto-per-meritarci-diego-fusaro-030107 Raffaele Alberto Ventura, Che cosa abbiamo fatto per meritarci Diego Fusaro? http://www.minimaetmoralia.it/wp/che-cosa-abbiamo-fatto-per-meritarci-diego-fusaro/ (2) Diego Fusaro, Ripartiamo da Aristotile e dalla comunità solidale , Il Primato Nazionale, 10 maggio 2018, https://www.ilprimatonazionale.it/senza-categoria/ripartiamo-da-aristotele-e-dalla-comunita-solidale… […]

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