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Roma, 19 giu – Di fronte al problema rom, ci sono due posizioni schizofreniche che si fronteggiano. La prima, cara soprattutto (ma non solo) a sinistra, è quella che non vi vede semplicemente un problema: i rom sono una simpatica ma sfortunata minoranza, discriminata immotivatamente e per la cui inclusione occorre battersi. La seconda, cara soprattutto (ma non solo) a destra, è quella che vede nei rom il problema principale della nostra società, l’alfa e l’omega di ogni programma politico decente, il tema in cima a ogni scala di priorità. Si tratta di due discorsi impolitici, ma non allo stesso modo, perché il secondo ha almeno il pregio di avere a che fare, sia pur in modo confuso ed esacerbato, con la realtà, laddove il primo ha radici unicamente nelle nuvole del politicamente corretto. Va da sé che il degrado, l’illegalità, la protervia, la sporcizia, il parassitismo che dilagano in ogni quartiere in cui sia presente un campo rom sono problemi reali, estremamente logoranti per famiglie e cittadini che sono costretti a conviverci.
Ai quali la politica dovrà pur dare delle risposte che non siano il “se vivete male con i rom è perché siete razzisti” proposto sinora dalle sinistre. Né può essere qualche boutade ideologica sullo stile di quelle che vanno di moda nella destra radicale “colta”, tipo “macché rom, pensate piuttosto al signoraggio”. Che tipo di risposte? Semplice: trattare i rom non più come minoranza da tutelare bensì in modo neutro ed egualitario. Ovvero: sei clandestino? Vieni espulso. Rubi, truffi, sfrutti i minori? Ne rispondi alla giustizia. Sei in difficoltà economica, non hai un lavoro o una casa? Lo Stato ti aiuta, ma non con provvedimenti (quelli sì!) di tipo “etnico”, comunitario, ma con aiuti ad personam, che prevedano anche le dovute verifiche sul reddito, sulla effettiva volontà di trovare un lavoro, etc. Bene ha fatto, quindi, Salvini, come al solito, a mostrare di avere i piedi piantati nella realtà e a mostrare di non aver paura di mostrarsi “scorretto” anche in veste ministeriale.
Tutto a posto, quindi? Nì. Perché non vorremmo che l’attivismo del ministro celasse in realtà una sindrome da “annuncite”, limitandosi a turbare i sonni dei radical chic ma che non porti a casa nulla se non qualche prova muscolare spot. Se “governo del cambiamento” ha da essere, si comincino a toccare anche le minoranze veramente intoccabili. Un esempio fra tanti, sia pur non di pertinenza salviniana: la riforma della giustizia, possibilmente da attuare prima che i giudici diano seguito al loro, sin troppo palese, piano di regime change già in atto. Per tacere di mille altre oligarchie, gruppi di pressione, poteri forti, corporazioni (nel senso negativo del termine) che fanno molto più e molto peggio che rubare rame. Non è benaltrismo, dato che abbiamo premesso che mettere mano alle scandalose condizioni di degrado di certi quartieri è giusto e necessario. Non c’è solo un generico “altro” a cui pensare, ci sono anche i campi rom. Ma all’altro, prima o poi, bisognerà pur pensarci. E lì si vedrà quanto vale davvero il governo “del cambiamento”.
Adriano Scianca

6 Commenti

  1. Articolo perfetto, impeccabile, ineccepibile……… Salvini ha ragione , il pd fa pena e schifo , gentilone indegno e impresentabile come al solito…… I pennivendoli servi,da skypd24 all’espresso ,vomitevoli.

  2. Ma che senso ha schedare i rom? Mi ricordate quei tedeschi bastardi che mi costrinsero a creare le denuncie di appartenenza alla razza ebraica. Ma i rom basterebbe confinarli nel loro paese d’origine, come avrei fatto io

  3. Questi zingari, pagati dallo “stato casta ” per fare disordine e creare nuova povertà e degrado , sono la feccia del genere umano,ladri e luridi, intoccabili poiché i piddini e i sinistri li proteggono, li ingrassano e li riscaldano………..inoltre la magistratura li tutela in ogni modo avendo un occhio di riguardo nelle sentenze che li vedono , raramente , condannati……….impuniti e protetti,al contrario gli italioti schiavi e sudditi.

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