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Roma, 10 set — Colpevole dell’accusa di maltrattamenti nei confronti dell’ex-compagna (e madre delle sue due figlie): per Jerome Boateng arriva la condanna a risarcire Sherin Senler per 1,8 milioni di euro. Lo ha stabilito la giuria al termine del processo avuto luogo ieri. A quanto pare il fratello del paladino delle minoranze oppresse, il testimonial d’oro del Black lives matter in salsa «europea», mazzulatore dei bianchi rei di non appoggiare la causa dell’antirazzismo, si è rivelato essere un fior di oppressore, ma di una donna: quella che ha messo al mondo le sue bambine, tra le altre cose.



Boateng condannato a risarcire la ex

La denuncia risale al 2018, dopo un violento litigio avvenuto in una stanza d’albergo dove i due pernottavano. La Senler accusò Boateng di averla prima spintonata, poi presa a pugni sulla schiena. Successivamente, travolto da una furia cieca, le aveva lanciato contro una lanterna di vetro, sputandole addosso con la saliva piena di sangue.

Una relazione tormentata

La burrascosa relazione, durata dieci anni, aveva visto i due lasciarsi per una dozzina di volte sempre a causa della gelosia di Boateng e delle sue scappatelle. Nel 2011 la nascita delle gemelle Lamia e Soley sembrava aver risolto i problemi della coppia. Fino al 2015, anno in cui la situazione era precipitata e Boateng aveva cacciato la Senler di casa. Che per tutta risposta denunciò il calciatore, accusandolo di averla ripetutamente maltrattata nel periodo tra il primo maggio 2014 al 5 febbraio 2015.

«Mi ha portato via le mie bambine – aveva accusato la donna –. Da quando stiamo insieme so che ha avuto almeno 20 relazioni, non l’ho lasciato prima perché speravo di salvare il rapporto». L’accusa, oltre alla multa, aveva chiesto per Boateng un anno e sei mesi di condanna con la condizionale. Il giudice si è però limitato alla condanna pecuniaria.

Cristina Gauri

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