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Roma, 10 set – Una missiva inquietante, un messaggio arrivato direttamente sulla scrivania del sindaco di Magliano in Toscana (Grosseto), Diego Cinelli. “Bastardo fascista/leghista smetti di parlare del rave party altrimenti muori! Brigate Rosse”. Poche parole che fanno venire i brividi non solo ai meno giovani che ricordano bene i terribili metodi delle Br e poi delle Nuove Brigate Rosse.



Dopo il rave le minacce al sindaco: firmate Brigate Rosse 

Il primo cittadino del comune maremmano viene così preso di mira da ignoti codardi, minacciato per aver lanciato un semplice allarme su diverse testate giornalistiche (locali e nazionali) sulla consistente presenza di ravers nel territorio di Magliano in Toscana. Gli stessi personaggi che avevano partecipato all’ormai noto rave a cui hanno partecipato migliaia di persone arrivate da tutta Europa. Ora, comprensibilmente, il sindaco non nasconde di essere preoccupato. “Stamattina – dice il sindaco Cinelli a Il Giunco – ho ricevuto questa lettera anonima. Sono rimasto sbalordito e sbigottito di fronte al suo contenuto. Subito dopo è prevalsa l’amarezza e la preoccupazione, non tanto per me, ma soprattutto per i miei familiari che sono scossi da questa vicenda”.

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E ancora: “Minacciare di morte un sindaco che ha solamente lanciato un allarme a tutela dei suoi cittadini e del suo territorio di fronte a centinaia di persone provenienti da un evento illegale può portare a tutto questo? Soprattutto che senso può avere una minaccia di questa portata, a chi posso aver dato noia, chi c’è dietro?”. E’ quello che adesso con tutta evidenza dovranno accertare le forze dell’ordine.

“Non mi lascio intimidire”

Intanto però Cinelli mostra coraggio e tenacia, alla faccia delle lettere minatorie. “Mi sono immediatamente rivolto alla stazione dei Carabinieri di Magliano in Toscana per presentare denuncia contro ignoti. Non mi lascio certo intimidire e proseguirò nella mia azione amministrativa che è sempre stata svolta nell’interesse dei cittadini. Ritengo che il ruolo di un sindaco sia quello di tutelarli e se ciò non sta bene a qualcuno che vive nell’anonimato celandosi dietro una sigla, predilige l’illegalità e minacciare di morte chi fa il proprio dovere, a me non interessa”.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

  1. Ma quali brigate rosse ?! Qualcuno con la coda di paglia in loco ! Chi ha fornito la dritta per andare in quel posto ?

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