Roma, 20 feb – In Italia il calcio rispecchia vizi e virtù dell’intera nazione. Non si tratta di un luogo comune. Dopo aver svenduto gli asset principali (dalla chimica alla moda) da qualche anno assistiamo alla vendita di club più o meno prestigiosi agli stranieri. In queste ore, infatti, un gruppo di investitori capeggiati da Stephen Pagliuca, presidente di Bain Capital e co-proprietario dei Boston Celtics, entra nel capitale dell’Atalanta con il 55%. Ecco, dunque, un ulteriore conferma: i club di calcio italiani sono finiti nel mirino dei fondi di investimento, soprattutto americani. Vediamo perché.

Campionato a stelle e strisce

Iniziamo dall’Urbe. Nell’estate del 2011 l’As Roma viene acquistata da una cordata americana che aveva costituito la Neep Roma Holding Spa, proprietaria del circa 86.5%. Il presidente, era diventato appunto James Pallotta, che ha lasciato dopo 9 anni da numero uno del club giallorosso. Da una proprietà statunitense a un’altra. A partire dell’agosto 2020 a Roma è comincia una nuova era sotto la presidenza di Dan Friedkin.

Passiamo dalla capitale politica a quella economica, ed eccoci a Milano. I rossoneri dopo la lunga gestione legata a Berlusconi passano al discusso cinese Yonghong Li. Ma fu una breve parentesi. Il fondo Elliott della famiglia Singer nel luglio 2018 ha inglobato il Milan riscattandolo in pegno a seguito di un inadempimento del precedente azionista. Complessivamente il fondo Elliot, dal 2018 al 30 giugno 2021, in tre anni ha investito sul Milan oltre 700 milioni di euro, riuscendo a riportare i rossoneri in Champions League dopo anni di assenza.

L’avanzata americana

L’avanzata americana non si ferma.  Il 6 giugno 2019, la famiglia Della Valle ha ceduto ufficialmente la Fiorentina all’italo-americano Rocco Commisso, numero uno della Mediacom Communications Corporation. Stiamo parlando di un uomo che secondo Forbes può contare su un patrimonio personale di oltre 8 miliardi di dollari.

Altro club di Serie A di proprietà straniera è il Bologna. È nel 2014, infatti, che un gruppo di investitori nord-americani, rappresentati dall’imprenditore canadese Joey Saputo.

Poi c’è lo storico e prestigioso Genoa. Con il pagamento della prima tranche da circa 20 milioni di euro, diventa ufficiale la cessione dei rossoblù da parte di Enrico Preziosi al fondo di investimenti americano 777 Partners. La holding 777 Partners che gestisce asset (per lo più aziende finanziarie e assicurative) per un valore totale di oltre 5 miliardi di dollari, ha nei finanzieri Steven Pasko e Josh Wander i punti di riferimento, e sta investendo in una piattaforma trasversale di sport-entertainment. Rimanendo in Liguria a febbraio 2021 lo Spezia è stato venduto per circa 25 milioni di euro all’investitore statunitense Robert Platek. Quest’ultimo ha un patrimonio personale di oltre 2 miliardi di dollari.

Non solo serie A

La presenza dei fondi americani nel nostro calcio non si ferma alla Serie A. Facciamo una rapida carrellata. Cominciamo con il Cesena che il 20 dicembre 2021 ha ufficialmente annunciato il passaggio di proprietà al gruppo americano della JRL Investments, società che ha sede a New York e che fa a capo alla coppia formata da Robert Lewis e John Aiello.  A Parma è arrivato il Krause Group (fatturato consolidato da oltre 2,5 miliardi di dollari la cui principale società è la Kum & Go, rivenditore di carburanti ha più di 400 negozi negli States). Kyle Krause non ha lesinato l’impegno finanziario versando in poco meno di un anno e mezzo circa 175 milioni che hanno nelle casse del club ducale. Rimanendo in serie B c’è la Spal. La squadra di Ferrara è finita in mano dell’italoamericano Joe Tacopina.

E ancora il Pisa dal gennaio 2021 è nelle mani di Alexander Knaster, uomo d’affari americano di origine russa, patrimonio personale stimato in circa 2.2 miliardi di dollari, che ha acquisito il 75% delle azioni dalla Famiglia Corrado. Infine c’è il Venezia. Nel febbraio 2020 il club aveva annunciato l’acquisizione del 100% delle partecipazioni del club da parte di: “VFC Newco 2020 LLC, gruppo di investitori statunitensi”. L’americano Duncan Niederauer è attualmente il presidente.

Nessun complotto

Qualcuno leggendo quanto scritto finora potrebbe pensare che si tratti di un’operazione concordata da parte dei fondi americani. In realtà le cose non stanno così. Come abbiamo detto le squadre di calcio sono lo specchio dell’Italia. Un tempo il calcio era una vetrina per i presidenti, oggi è solo un’incombenza costosissima. E tornano in mente le parole di Massimo Moratti: “una famiglia è meglio di un fondo ma le società hanno dimensioni che non sono più consentite a una persona”. Se è vero che girano tanti soldi molti club sono indebitati. E allora chi meglio di un fondo d’investimento soprattutto Usa può gestire questa transizione? Nessuno, purtroppo. Ogni squadra italiana diventa dunque boccone appetibile per ogni “squalo della finanza”.

Salvatore Recupero

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2 Commenti

  1. Per questo tutti vogliono uno stadio proprio per avere degli asset commerciabili sul mercato. Appena finito lo stadio l’Atalanta è stata venduta. IL futuro sarà uguale per tutte le altre società a meno che non si adotti una linea “Basca”. Questo è il neoliberismo.

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