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La Pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio l’economia mondiale. Le restrizioni hanno costretto la chiusura forzata di varie attività in un po’ tutti i settori e anche il mondo del calcio ha risentito del lockdown. Le società del mondo del pallone stanno riscontrando problematiche economiche a causa dei ricavi stadio totalmente venuti a mancare nell’ultimo anno e mezzo. Chiusura degli impianti che, con un effetto cascata, ha avuto effetti sul merchandising e sugli sponsor, venuti inevitabilmente a mancare. Eppure le spese, in particolare per gli stipendi dei calciatori, sono rimaste intatte. Ecco perché ad oggi il mondo del calcio – che già viveva un momento di estrema difficoltà – può dirsi ufficialmente in crisi.



Stadi chiusi, quanto hanno perso le big di Serie A

Le cifre sono davvero orribili, soprattutto per i club cosiddetti big. La Juventus ha una perdita di stimata di 80 milioni di euro di incassi potenziali mancati. Alle sue spalle Inter e Milan con 60 e 40 milioni. Seguono a ruota le due squadre della Capitale con Roma e Lazio rispettivamente 38 e 20 milioni. Stessa cifra dei biancocelesti per l’Atalanta, mentre il Napoli si ferma 17 milioni di potenziali mancati incassi.

Napoli unica società di Serie A a limitare i danni

Proprio i partenopei sono l’unico club tra le big di Serie A ad essere riusciti ad attutire le perdite. Il merito è da attribuire all’oculata gestione dei conti del presidente Aurelio De Laurentiis, da sempre attento alla corretta gestione finanziaria della società. Il Napoli è l’unica società a presentare una posizione finanziaria netta in positivo, alla luce dei zero debiti finanziari iscritti a bilancio al 30 giugno 2020 e della liquidità pari a 123,8 milioni di euro. Una posizione di forza che rende il Napoli società modello da seguire per il calcio italiano, tra le poche a non avere debiti verso le banche. Ciononostante, anche gli azzurri in vista della prossima stagione – così come tutte le squadre di Serie A – per continuare a sopravvivere, dovranno attuare un sostanzioso taglio alla voce dei costi. Per tutte le società consiste nel ridurre il monte stipendi dei calciatori, che dovrà essere tagliato, un po’ per tutti, circa del 30%.

Niente pubblico negli stadi, quanto incide sul rendimento delle squadre

L’assenza di pubblico allo stadio ovviamente incide anche sulle prestazioni delle singole squadre. Non esiste altro sport come il calcio in cui i tifosi sono parte integrante del gioco. Uno studio condotto dalla BBC ha infatti rivelato che senza tifosi sugli spalti ci sia la tendenza a segnare più gol. Nelle prime 38 partite della stagione 2020/2021 di Premier League sono state registrare 144 reti, ben 40 in più rispetto alla scorsa stagione. A confermare questo dato è anche la media gol per partita, pari a 3.79, la più alta dal 1930.

È plausibile pensare che lo stadio vuoto influenzi in modo positivo la formazione padrona di casa. Secondo quanto analizzato da The World Game, però, questa ideologia è tutt’altro che opposta. Per dimostrare ciò, il sito ha preso in considerazione le partite di Premier League giocate tra giugno e ottobre 2020, a porte chiuse, confrontandole con le gare precedenti del campionato. Difatti, dopo il lockdown, le squadre casalinghe hanno vinto il 46,2% delle partite (rispetto al 45,4% dello stesso periodo precedente). Nel calcio pre-lockdown – quando si poteva gustare la gioia dal vivo – le squadre in trasferta hanno vinto solo il 27,6% delle gare. Con stadi chiusi al pubblico questa percentuale è aumentata del 36,9%. Dati che coinvolgono anche il mondo delle scommesse sportive – come analizzato anche da Gaming Insider -, ovviamente condizionati a loro volta dall’evoluzione del mondo del calcio. Gli stessi utenti iscritti alle varie piattaforme hanno iniziato a modificare il proprio modo di scommettere, evidenziando come il fattore “casa-trasferta” oggi non pesi più vista l’assenza di pubblico. La possibile riapertura degli stadi, prevista già per i prossimi Europei di calcio, aprirà comunque ad un nuovo scenario.

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