Milano, 30 mag – Imprevedibile fino all’ultima giocata: il campionato di Serie B appena archiviato si conferma nei suoi mutevoli destini anche nell’appendice valida per la terza promozione in Serie A. Festeggia il Monza dell’immarcescibile coppia Berlusconi-Galliani, sessantottesima squadra a partecipare al massimo campionato a girone unico. Al coraggioso Pisa – che non scruta il paradiso dai tempi di Lucescu e Simeone – rimane l’onore delle armi.

Monza-Pisa: la gara di andata

Dopo aver chiuso la stagione appaiate in classifica – terza posizione a quota 67 punti – Monza e Pisa si sono ritrovate di fronte nella finale degli spareggi cadetti. Scontro decisivo non nuovo per le due compagini: nell’ormai lontano 2007 infatti – l’Italia era campione del mondo in carica e il Milan berlusconiano si apprestava a vincere la sua ultima Champions – brianzoli e toscani si ritrovano di fronte per giocarsi la Serie B. A festeggiare furono i nerazzurri, bravi a ribaltare la sconfitta dell’andata.

Prima gara che arride – ancora una volta – ai biancorossi. Gli spettatori del Brianteo assistono a una partita intensa nella quale gli uomini di Stroppa, almeno fino al terzo minuto di recupero, ipotecano la massima serie.

Nel Monza Gytkjaer e Mancuso – gli uomini che hanno deciso la doppia semifinale contro il Brescia – partono dalla panchina, ma i sostituti Dany Mota e Ciurria al 9’ hanno già confezionato l’1-0. I lombardi raddoppiano a un quarto d’ora dal termine con lo stesso attaccante danese, ma in pieno recupero una zuccata di Berra tiene vive le speranze di un Pisa generoso ma impreciso sotto porta.

Il ritorno: il Monza di Berlusconi e Galliani scrive la storia 

Tutto rimandato, quindi. Nella cornice di un’Arena Garibaldi gremita in ogni ordine di posto le emozioni non si fanno attendere. I padroni di casa colpiscono a freddo: neanche il tempo di completare un giro di lancette e Torregrossa – su assistenza di Beruatto – ristabilisce la parità. Pochi minuti e i nerazzurri su azione d’angolo segnano il punto del raddoppio. Gli ospiti incassano il colpo e rispondono al furore toscano con il gol del 2-1. La gara si innervosce – 6 ammoniti nella successiva mezz’ora di gioco – e il ritmo cala, anche perché il Pisa ora è più guardingo.

Parte così la girandola dei cambi. Spazio per Lucca da una parte, D’Alessandro e Gytkjaer dall’altra. Ancora una volta i cambi sembrano dare ragione a Stroppa: un diagonale dello scandinavo vale infatti il gol del pareggio-sorpasso. Tutto finito? Neanche per sogno: allo scadere un altro neo-entrato, Mastinu, con un pregevole controbalzo manda tutti ai supplementari. Saranno poi Marrone e ancora Gytkjaer (3-4) a sfatare la maledizione pisana – mai i biancorossi avevano espugnato la città alfea – ma soprattutto a firmare la prima storica promozione in Serie A al centodecimo anno di storia.

Non saranno più i tempi dei grandi successi politico-sportivi, saranno anche finiti i giorni del condor, ma la coppia Berlusconi-Galliani ritorna a scrivere pagine di calcio italiano. Il Monza si aggiunge a Inter, Milan, Atalanta e all’altra neopromossa Cremonese: una massima serie che si materializza a trazione lombarda.

Marco Battistini

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