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Roma, 31 mag – Contenzioso Superlega-Uefa/Fifa, è ancora tensione mentre dalla Spagna il quotidiano El Confidencial fa presente che nessuno dei 12 club fondatori della “lega dei ricchi” è realmente uscito dalla competizione europea. Lo scoop arriva nel giorno in cui il tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia Ue.



I 12 club fondatori sono tutti ancora nella Superlega…

Ebbene, secondo il quotidiano spagnolo, che cita il documento firmato il 17 aprile da Manchester United, Arsenal, Chelsea, Tottenham, Manchester City, Liverpool, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Inter, Milan e Juventus, i 12 top club possiedono lo stesso numero di azioni. “I fondatori hanno deciso di possedere congiuntamente e in egual modo la European Super League Company Sl, una società a responsabilità limitata che possiederà e gestirà la Superlega direttamente e attraverso una serie di sussidiarie”, riporta El Confidencial. Quindi l’annunciato dietrofront mentre imperversava la polemica contro la “lega dei ricchi” era solo a parole.

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…infatti nessuna squadra ha venduto le quote

Nessuna di queste squadre ha venduto la propria partecipazione: le azioni che possiedono nella società che gestirà la Superlega sono state mantenute. L’accordo con gli investitori è quindi ancora in vigore, nessuno dei club ha tentato di risolverlo né ha denunciato il contratto in tribunale. La conclusione è ovvia: i club sono ancora membri a pieno titolo. Tutti, nessuno escluso, vanno avanti, anche se qualcuno dice il contrario“.

Corte di giustizia Ue, Uefa: “Difenderemo con forza nostra posizione”

Dal canto suo, “la Uefa prende atto dell’annuncio da parte della Corte di Giustizia dell’Ue del riferimento da parte di un Tribunale di Madrid sulla cosiddetta Superlega, nonostante il ritiro di nove dei suoi club fondatori. La Uefa ha fiducia nella sua posizione e la difenderà con forza“. Così la Uefa commenta gli ultimi sviluppi del contenzioso che vede la Superlega opposta a Uefa e Fifa per la violazione delle regole europee sulla concorrenza.

Vezzali: “Non c’è sport senza meritocrazia”

In Italia, il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali fa presente che, pur non entrando nel merito della vicenda “per preservare l’autonomia degli organismi sportivi”, “non c’è sport senza meritocrazia. Pensare ad un torneo tra pochi e d’elite credo sia un segnale negativo soprattutto per i nostri giovani, cosa diversa sarebbe pensare ad un campionato europeo con promozioni e retrocessioni, sarebbe un bel segnale per sentirci più europei”, sottolinea.

Ludovica Colli

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