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Roma, 21 gen – Charlie Hebdo torna a far parlare di sé per la sua “divertentissima” (?) “satira” (??). come in occasione del sisma di agosto, anche stavolta è una tragedia italiana che solletica lo spirito creativo della rivista satirica francese. Stavolta la vignetta ritrae la morte che scende sciando da una montagna. “Italia, la neve è arrivata”, recita la didascalia. E la morte dice: “Non sarà sufficiente per tutti”. Ovvio il riferimento al dramma dell’hotel Rigopiano (dove, peraltro, con grande scorno dei burloni transalpini, la morte non ha potuto fare bottino pieno). L’ultima volta, quando ritrassero gli italiani schiacciati sotto le proprie case come se fossero piatti di lasagna, si giustificarono dicendo di aver fatto una vignetta contro… la mafia. Che non c’entrava nulla, nello specifico, ma evidentemente anche in Francia si è sparsa la voce che, se c’è una cosa che da noi garantisce impunità assoluta, quella è “la mafia dell’antimafia”. Anche stavolta ci diranno che, in realtà, si tratta di satira dall’alto valore etico e sociale?



Francamente trovare un’ispirazione realmente satirica alla vignetta sulla neve assassina è ancor più difficile che farlo per quella sul terremoto, l’impressione è che si voglia semplicemente pisciare su dei morti, sapendo che questo farà scandalo e rilanciando in questo modo la visibilità di una rivista di fatto illeggibile, e infatti non più letta, una volta passata l’emozione per l’attacco terroristico del gennaio 2015. Ora, ovviamente, uscirà fuori chi dirà che “si deve poter fare satira su tutto”. Ma, a parte il fatto che tale principio è applicato molto selettivamente (ricordiamo i guai giudiziari di Dieudonné, per esempio, o l’indignazione globale che accompagna ogni battuta politicamente scorretta di Jean-Marie Le Pen), quello che colpisce è proprio l’assoluta assenza di satira in quel disegno. E anche di semplice ironia. È solo sciacallaggio, anche se i media italiani preferiscono utilizzare questa parola per Matteo Salvini.

Giorgio Nigra

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4 Commenti

  1. Non solo non ho pianto, allora, per questi Radical Chic di merda,
    ma spero che qualcuno riesca a farli tacere per sempre, facendo le cose per bene, non come quei coglioni di Popolo in Ciabatte…
    Speriamo nella malavita organizzata. A questo ci siamo ridotti, moriamo di libertè, egalitè e cazzatè !

  2. eppure questi Charlie Hebbò (o come diavolo si chiamano) un grande merito lo hanno avuto;

    ricordo ancora la scritta “JE SUIS DE QUA’- JE SUIS DE LA'” sulla pagina FB di quelli che avevano soltanto qualche tempo prima condannato la maglietta con le vignette satiriche su maometto (indossata però da un politico avverso)

    o meglio ancora veder pubblicato quello stesso slogan sulla pagina di quella politicona che se ti azzardi a dirlle che Naomi Campbell era di lei un pò più carina…ti querela subito per danni !

    a questo punto tenetevi Hebbò
    perchè

    je suis Calderolì !

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