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Milano, 28 gen – Era il gennaio 2020 quando a Milano Tamara Masia, 43, anni, sfigurò con l’acido il giovane Daniele Polacci, allora ventitreenne. E dal carcere, via lettere, cerca un sicario per ucciderlo. Adesso è accusata anche di tentato omicidio dalla Procura di Milano.

Prima l’acido poi il sicario

Non solo: non paga del danno fisico e morale compiuto ai danni del ragazzo (che aveva anche tormentato con chiamate, messaggi e pedinamenti) con il quale ha avuto una brevissima relazione, ha anche indirizzato allo stesso sei lettere dove gli prometteva di vendicarsi. Secondo il gup Manuela Cannavale in queste missive la donna esprimeva un “odio feroce e malato” tanto da convincerla a condannare la Masia a due anni di carcere in abbreviato, da scontare in una Rems. “Tamara Masia è socialmente pericolosa, e dalla cella ha anche fatto promessa di denaro a una persona per uccidere il ragazzo con cui ha avuto una relazione. Anche dopo l’arresto gli ha inviato lettere minatorie o, quantomeno, di carattere persecutorio”: queste le motivazioni del gup Cannavale.

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/sfregiato-ex-acido-condannata-7-anni-10-mesi-giudice-non-riconosce-premeditazione-157636/

Lettere minatorie dal carcere

Secondo quanto si apprende da Il Giorno, la Masia dal carcere non si sarebbe “limitata” a minacciare di morte il Polacci (il quale si è dovuto sottoporre a tre interventi e parecchi mesi di riabilitazione al collo) ma avrebbe anche tentato di assoldare un sicario per togliergli definitivamente la vita. La 43enne è stata due anni fa processata con rito abbreviato per stalking e lesioni personali aggravate. Stando a una perizia psichiatrica, la donna era parzialmente incapace di intendere e volere al momento dei fatti per turbe psichiche di cui soffre.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. ….
    con buona pace del politicamente corretto,
    questa non si fa problemi a far vedere di che pasta è fatta….
    MARCIA E PUTREFFATTA SINO ALL’ ANIMA:

    e poi sarebbero gli uomini,i violenti?

  2. Ed io che iniziavo a convincermi – condizionato dal bombardamento mediatico attuato dalle erinni femministe negli ultimi anni – che le donne fossero ontologicamente buone, moralmente di un altro pianeta; insomma, delle autentiche sante. Non è quello che continuano a ripeterci lor signore? Una femminista dura e pura anni fa ebbe a dire che gli uomini non son altro che aborti ambulanti. Dubito fortemente che una cosa del genere determinerebbe reazioni da parte di commissioni contro l’odio o dai nemici di tutte le discriminazioni. Il termine misandria è perlopiù sconosciuto e non perché non esista un simile sentimento, o perché non sia diffuso. Inutile dire che questa vicenda (o altre dello stesso tenore) non riceverà alcuno spazio presso il mainstream. Troppo impegnati a selezionare accuratamente notizie e linguaggio in modo da farli corrispondere al quadro ideologico di riferimento.

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