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adozioni gayRoma, 22 mar – Ma in Italia il Parlamento che ce l’abbiamo a fare? Non si è capito bene, se poi il tribunale dei minori di Roma può autorizzare due “papà” ad adottare il figlio avuto grazie a una maternità surrogata praticata in Canada. Il caso su cui ha deciso il magistrato è quello di una coppia di uomini, padri di un bimbo di sei anni, che aveva avanzato richiesta di adozione nel giugno del 2015. Per la prima volta in Italia, l’adozione di bambini da parte di coppie gay viene autorizzata per due uomini. Melita Cavallo, l’ex presidente del Tribunale dei minori responsabile della sentenza, ha spiegato tutte le sue ragioni, eminentemente politiche, a L’Espresso: “Il desiderio di avere figli, naturali o adottati, rientra nell’ambito della vita familiare, nel vivere liberamente al propria condizione di coppia riconosciuto come diritto fondamentale, e anzi ne sia una delle espressioni più significative”. Caspita, che ci sono a fare psicologi, pediatri, sociologi, se un giudice ha tutte queste convinzioni sulla vita di coppia e la famiglia?



Quanto all’utero in affitto, ha spiegato che “occorre interrogarsi sull’utilizzo di queste biotecniche e comprendere il desiderio di avere un figlio che non è un diritto ma un desiderio umano che finalmente può essere esaudito. Perché impedirlo? Sembra che qui in Italia un bambino senza madre non possa sopravvivere. Ma se il bambino è a conoscenza di chi l’ha generato e con lei mantiene un rapporto di familiarità allora non ha perplessità sulle sue origini e cresce sereno anche con due padri”. Ma tutte queste congetture, al giudice, chi gliele ha chieste? Non dovrebbe limitarsi ad applicare leggi che, in Italia, non prevedono la stepchild adoption? Insomma, il magistrato ha tranquillamente ammesso il ruolo auto-attribuitosi di supplente della politica. Ovviamente la natura autoritaria di questa deriva sfugge completamente all’opinione pubblica debitamente indottrinata. Si riflette solo sul fatto che “l’amore trionfa”, non sul fatto che cose illegali in Italia vengono autorizzate senza alcun controllo da parte della politica. Quando ci si accorgerà della piega che possono prendere certe cose sarà, al solito, troppo tardi.

Giorgio Nigra



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1 commento

  1. Tutto condivisibile ciò che è stato scritto nell’articolo, ma il P.M. perché non ha appellato la sentenza? Allora sono in due i magistrati che non hanno capito bene il loro ruolo!

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