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La Spezia, 5 ott – Seicento tra telefonate ed sms, ogni mese, per sette mesi; agguati, telefonate minatorie, minacce, con il pretesto di voler «riallacciare la relazione» con un uomo sposato che aveva interrotto il rapporto per ritornare con la propria legittima consorte. Ma per la 36enne protagonista della vicenda, accusata di stalking dall’ex, e condannata in primo grado a un anno e quattro mesi di reclusione dal tribunale della Spezia, è arrivata l’assoluzione in appello a Genova con formula piena «perché il fatto non sussiste».

Il giudice ha quindi deciso che non si è di fronte ad un comportamento da codice penale; questo nonostante l’accusatore, un 50enne spezzino avesse lamentato di fronte al magistrato un «grave stato di ansia e paura» legato al comportamento della donna. Non solo: la 36enne, originaria di Aulla, si era accanita anche nei confronti della moglie e del figlio della vittima inviando email e sms di «tono ingiurioso e minaccioso», arrivando persino a telefonare alla madre dell’ex nel cuore della notte. Non paga, secondo i racconti della vittima avrebbe cercato di avvelenare il cane di famiglia lanciando dentro al giardino un wurstel con all’interno delle non meglio precisate pastiglie blu.

I giudici hanno quindi assolto la 36enne con formula piena «perché il fatto non sussiste», ribaltando del tutto il quadro probatorio che ha portato alla condanna in primo grado: per la corte d’Appello rimangono indimostrati i presunti stati di ansia denunciati dalla vittima – mica è una donna, che va creduta a prescindere – e la mole di messaggi testimoniava solamente la volontà della donna di ritornare con l’amato. Chissà se a parti inverse il giudice sarebbe stato così clemente. Chissà se la valanga di telefonate, pedinamenti e aggressioni verbali, sarebbe stata rubricata come «tentativo sopra le righe di riallacciare i rapporti» se nei panni dell’innamorato insistente ci fosse stato l’uomo. Non lo sapremo mai.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Voglio sperare che si tratti di un’eccezione, un caso isolato, perché altrimenti mi sale davvero la rabbia

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