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Roma, 21 mag – Sono passati esattamente tre mesi da quel maledetto 21 febbraio, quando a Codogno venne individuato il primo caso ufficiale di infezione da coronavirus; e da quella data i poveri in Italia sono aumentati di un milione. E’ quanto appare da una analisi condotta dalla Coldiretti basandosi sul numero di persone che, da quella data, hanno beneficiato di aiuti alimentari distribuiti da associazioni come la Caritas ed il Banco Alimentare. Le richieste hanno registrato un aumento fino al 40%.

Tra i nuovi poveri si contano «coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie». La situazione maggiormente critica si registra al Sud, con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l’11% in Sicilia, seguite a breve distanza da Lazio (10%) e Lombardia (9%), dove l’emergenza non ha colpito solo dal punto di vista sanitario. Si verifica sempre più frequentemente, infatti, che «Presso i centri di distribuzione dei pacchi alimentari e alle mense della solidarietà si presentano persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche» e i centralini sono letteralmente intasati da «decine di telefonate al giorno con richieste di aiuto perché padri e madri non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi per la prima volta in questo tipo di difficoltà». Una fascia di nuovi indigenti, «che fa salire a 3,7 milioni il numero totale di persone che in Italia in questo momento hanno bisogno di aiuto per mangiare».

Preoccupa il dato riguardante i giovani sotto i quindici anni: «Tra questi – avverte la Coldiretti – ci sono anche 700 mila under 15 che hanno bisogno di aiuti per mangiare con l’aggravarsi della crisi tra le famiglie e la chiusura delle mense scolastiche, che per molti rappresentavano un’occasione per un pasto caldo garantito». Era la prima volta dal dopoguerra che il nostro Paese si trovava ad affrontare un’emergenza sociale di tale portata, «contro la quale si è attivata la solidarietà per rafforzare gli interventi sul piano alimentare a chi si trova in difficoltà».

Quasi 4 italiani su 10 (39%) dall’inizio dell’emergenza affermano di aver preso parte a iniziative di solidarietà in aiuto dei propri connazionali in difficoltà attraverso donazioni o pacchi alimentari. Ammonta a circa 500mila chili la quantità di cibo a km zero raccolto nei mercati contadini e donati a decine di migliaia di famiglie e persone più bisognose direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica.

«In questo contesto abbiamo anche ottenuto nel dl Rilancio lo stanziamento di 250 milioni per acquistare cibo da destinare alle famiglie più bisognose e affrontare una situazione che diventa ogni giorno più preoccupante – spiega a RaiNews il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – Non c’è tempo da perdere e occorre al più presto procedere alla pubblicazione dei bandi per rendere operativo un intervento atteso da una ampia fascia della popolazione. Una misura importante per le famiglie e per le attività produttive con l’acquisto di prodotti autenticamente made in Italy e denominazione di origine per aiutare anche aziende agricole ed allevamenti italiani in difficoltà».

Cristina Gauri

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