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Livorno, 13 gen – C’è una volta nelle indagini per l’omicidio di Maria Simonetta Gaggioli, la donna di 76 anni trovata morta lo scorso 3 agosto in provincia di Livorno. Il gip del Tribunale di Livorno ha infatti disposto l’arresto di Adriana Pereira Gomes, 32enne di origini brasiliane, nuora della vittima, accusata di aver ucciso la donna dopo averle somministrato un cocktail di farmaci. La Gomes era iscritta nel registro degli indagati  assieme al figlio della Gaggioli, Filippo Andreani, 47enne disoccupato: le accuse sono di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Difficile convinvenza

All’origine del gesto, la difficile convivenza nella casa della vittima, a Riotorto: i tre vivevano sotto lo stesso tetto e le liti per motivi economici erano all’ordine del giorno, a causa delle insistenti richieste di denaro della coppia per potersi procurare alcol e sostanze stupefacenti. 

Abbandonata in un sacco

Il corpo di Simonetta Gaggioli, ex funzionaria della Regione Toscana, è stato trovato abbandonato, in avanzato stato di decomposizione, in un sacco di plastica in un fossato della vecchia via Aurelia a Riotorto, nel comune di Piombino. L’esame autoptico aveva rivelato la morte per avvelenamento ed escluso la presenza di segni di violenza.

Le indagini

La coppia di coniugi era finita subito sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Livorno, che nei giorni successivi al ritrovamento del cadavere li aveva sottoposti entrambi a una serie di interrogatori martellanti. La scomparsa della donna era stata denunciata dal figlio 47enne. La Gomes ha sempre professato la propria innocenza, arrivando a dichiarare ai microfoni del Tg3: “Era il nostro punto di riferimento. Non avevo nessun motivo per far del male alla mia suocera, era una persona che amavo, mi ha sempre aiutato, dal primo giorno che sono venuta in Italia”.

Cristina Gauri

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