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Roma, 13 gen – L’Ocse torna a puntare il dito contro il governo italiano per il reddito di cittadinanza. Dal rischio abusi, a partire dai falsi divorzi, al fatto che faccia passare la voglia di cercare lavoro, fino al paradosso per cui la misura penalizza le famiglie più numerose, che sono quelle più esposte al rischio povertà, il sussidio fortemente voluto dal M5S non piace all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

“Scoraggia la ricerca di lavoro, alimenta il lavoro nero nelle famiglie con due coniugi”

In una relazione di fine novembre, emerge come il reddito di cittadinanza risulti più generoso con le famiglie monoparentali e meno per i nuclei più numerosi, e questo perché limitare la scala di equivalenza a 2.1 significa che i trasferimenti e le soglie di idoneità non aumentano per le famiglie più grandi di, ad esempio, 2 adulti e 3 bambini o 3 adulti e 2 bambini, che invece sono a maggior rischio di povertà rispetto alle piccole famiglie. E proprio questo fatto alimenta il rischio di abusi con finte separazioni per accedere al sussidio. Il Rdc peraltro, come è noto, crea ”forti disincentivi per i membri delle famiglie a basso reddito ad entrare nel mondo del lavoro o ad accrescere il reddito lavorando più ore”. E il Rdc scoraggia anche la ricerca di lavoro da parte dell’altro coniuge. Nello specifico, ”le attuali norme fiscali e previdenziali generano un livello elevato di aliquote fiscali effettive per il secondo lavoratore nel nucleo familiare che guadagna meno. Questo scoraggia ulteriormente i disoccupati e inattivi a cercare lavoro”. Questo si traduce di fatto in un incentivo per il lavoro in nero nelle famiglie con due coniugi.

Il Rdc aumenta il divario Nord-Sud

Neanche a dirlo, poi, il Rdc aumenta il rischio di ampliare ulteriormente il gap Nord-Sud dell’Italia. Oltre a determinare un illusorio quanto passeggero benessere. Aumentando il reddito delle famiglie beneficiarie, specialmente nelle regioni meridionali, il Rdc infatti può portare ”nell’immediato” ad una ”piccola caduta nel tasso di povertà” ma non incide ”a lungo termine sugli incentivi e sulle capacità delle famiglie passare al lavoro formale’‘, aumentando così il divario tra regioni più vulnerabili e regioni più ricche. In generale, l’Ocse fa presente che “queste politiche combinate con elevata tassazione e contributi che pesano sul reddito scoraggiano il lavoro, in particolare del secondo coniuge”, e “contribuiscono ad ampie disparità sociali e regionali dell’Italia“.

La ricetta Ocse per migliorare il sussidio

Ecco perché l’Organizzazione parigina suggerisce una ricetta in tre punti per limitare i danni della misura. Primo, migliorare la capacità dei centri per l’impiego. Secondo, ricalibrare il sussidio con incentivi per il lavoro a basso salario. Terzo, combinare il Rdc con un sistema di imposta sul reddito semplificato e progressivo che, a fronte di un costo iniziale modesto, nel lungo termine potrà “incoraggiare l’occupazione” e aiutare lo sviluppo delle regioni povere, generando “entrate pubbliche aggiuntive che ne compenseranno il suo costo”.

I numeri di un flop che danneggia l’Italia

D’altronde, i numeri parlano chiaro. I beneficiari del reddito di cittadinanza in Italia oggi sono 2,3 milioni, di cui circa 791 mila risultano occupabili. Ebbene, analizzando i numeri aggiornati al 10 dicembre 2019, emerge che hanno trovato lavoro soltanto 28 mila beneficiari, cioè il 3,6% del totale.

Adolfo Spezzaferro

5 Commenti

  1. Il reddito di fannullanza dà “lavoro” (?) solo a quel migliaio di inetti che ora camminano a 20 cm da terra e si fanno chiamare “navigators”.

    • @Evar… mettici però anche tutti i posti statali regalati ai raccomandati, i pensionati in pensione da oltre 40 anni, le false pensioni, le false malattie perenni di molti insegnanti , gli ammortizzatori di godimento Naspi, Dis-Coll, Cig ecc.) alcuni di durata decennale dove uno non fa nulla per anni e percepisce stipendio regolar….Il RDC avrà dei difetti, ma una legge si può anche migliorare, altrimenti domani eliminiamo anche tutto il resto.

  2. Non abbiamo bisogno dell’ Ocse per capire che, economicamente e socialmente, dobbiamo ritornare ai tempi passati (quasi pre-Vanoni), semplificando, abbattendo i prezzi di prodotti vitali (con misure idonee), evitando sul nascere la politica delle detrazioni “interessate” ricreando pari condizioni di partenza, creando lavoro ad ampia gamma professionale, indicando il senso civico e personale dello studio, ecc.ecc.
    L’ Ocse, nel mondo, generalizza, appiattisce, dirige e corregge rischiando di far pagare spesso i suoi errori alle popolazioni ingenue e passive davanti a questo potere sovranazionale, mondialista, spesso carente di conoscenze circa le realtà “sotto osservazione”, dal punto di vista politico-storico; ovviamente forzando sugli aspetti economico-finanziari…
    A proposito, ma chi può giudicare ed eventualmente bocciare l’ Ocse?!
    Altro che giudizi sul ns. RdC, giusto o sbagliato che sia!

  3. L’ OCSE ci fà il moralozzo sul rdc che effettivamente ha molti aspetti assurdi ma non dice niente sulla tassazione elevatissima che c’è in Italia ( la piu alta al mondo; per le imprese che chiudono sempre piu’ è al 60%!).Evidentemente sono d’accordo con chi sostiene che siamo un popolo di evasori quando quasi la metà del PIL và in tasse.
    C’è solo una categoria a cui interessa spolparci fino alla ultima lira; i banchieri che creano a costo zero ed esentasse il denaro in forma privata(quasi tutte le banche e le banche centrali sono PRIVATE!) Questi prestano agli stati soldi che potremmo produrci da soli in canbio di interessi di oltre 60 miliardi di euro all’ anno.

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