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Dario Lo Bosco, presidente di Rete Ferroviaria Italiana e dell’Azienda Siciliana Trasporti

Roma, 29 ott – Con l’eco dell’operazione “Dama Nera” ancora udibile, si apre una nuova pagina legata sempre ad appalti ed episodi di corruzione e, ancora una volta, con la Sicilia nel mirino.

Ai domiciliari il presidente di Rete Ferroviaria Italiana

Questa volta non si tratta di un dirigente locale pescato con le mani nella marmellata, ma si punta ben più in alto. A finire agli arresti (domiciliari) è Dario Lo Bosco, presidente di Rete Ferroviaria Italiana, la controllata delle Ferrovie dello Stato incaricata della gestione della rete infrastrutturale. Insieme a lui, oggetto di misure cautelari anche due dirigenti della Forestale, Giuseppe Marranca e Giuseppe Quattrocchi.

Rete Ferroviaria Italia e Corpo Forestale: un gioco ad incastro

L’inchiesta, condotta dalla Procura di Palermo a seguito delle indagini svolte dalla squadra mobile del capoluogo siciliana, riguarda due vicende fra loro distinte.

La prima è relativa ad una serie di appalti per l’ammodernamento del sistema di comunicazione fra le torrette antincendio, per le quali i funzionari della Forestale avrebbero incassato mazzette per quasi 250mila euro. La quadra è stata trovata quando gli inquirenti hanno fermato all’aeroporto Falcone e Borsellino l’imprenditore Massimo Campione, titolare di una ditta di costruzioni agrigentina, nel cui portatile figurava una lista con una serie di nomi che, stando a quanto riportato dagli uomini della mobile, sarebbero i destinatari delle tangenti.

La seconda riguarda invece l’installazione di sensori sulla rete isolana di strade ferrate, per cui Lo Bosco – che oltre a guidare Rete Ferroviaria Italiana è anche presidente dell’Azienda Siciliana Trasporti – avrebbe incassato quasi 60mila euro.

Filippo Burla

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