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La conduttrice Barbara Palombelli non chiede scusa (ufficialmente) per ciò che ha detto circa le responsabilità delle donne nei casi di “femminicidio” ma rimarca: “Emettere condanne senza sconocsere i fatti si può fare nei comizi non in tribunale”.



Barbara Palombelli, dopo le polemiche dice la sua

Barbara Palombelli, protagonista della polemica del giorno – quella che lei stesssa a innescato commentando i femminicidi – scrive sul suo profilo Facebook una puntualizzazione, senza però affidare comunicati alla stampa o parlare pubblicamente: “Quando un uomo o una donna non controllano la rabbia dobbiamo interrogarci. Stabilire ruoli ed emettere condanne senza conoscere i fatti si può fare nei comizi o sulle pagine dei social, non in tribunale” si legge sul profilo social della Palombelli “e anche in un’aula televisiva si ha il dovere di guardare la realtà da tutte le angolazioni. La violenza familiare, il crescendo di aggressività che prende il posto dell’amore, l’incomprensione che acceca e ci pongono di fronte a tanti interrogativi”.

Cosa ha detto durante Forum


“Oggi esaminiamo insieme che cosa sia la rabbia, la rabbia quella che fa scattare la violenza. La rabbia non è un sentimento isolato, spesso si traduce in gesti, in atti, in comportamenti” aveva detto Barbara Palombelli durante una puntata de Lo Sportello di Forum andata in onda il 16 settembre. “Rabbie quante ne abbiamo ogni giorno? Centinaia. Dal semaforo, a quando non si accende la televisione a quando non esce l’acqua dal rubinetto. Qualunque cosa può farci montare la rabbia”. “Però a questa rabbia nel 99% dei casi non segue un comportamento violento, quando arriva un comportamento violento invece iniziamo a preoccuparci perché forse arrabbiarsi fa anche bene, poi la nostra esperta ci dirà”, ha detto la conduttrice riferendosi all’ospite, la psicologa Adriana Mazzocchelli.

Il “caso” presentato in trasmissione

A Forum si presentava il caso di una moglie che chiede la separazione con addebito per essere stata negli anni sottoposta a violenze e umiliazioni. La moglie chiede anche un mantenimento mensile e l’assegnazione dell’uso della casa coniugale. Il marito si oppone dicendo che gli scontri violenti con la moglie sono stati occasionali e sempre “legati a una reazione alle provocazioni della consorte”, ed è anche stato assolto in sede penale. Accetta la separazione ma rifiuta ogni forma di addebito.

“Rabbia tra marito e moglie”

“Qui parliamo della rabbia tra marito e moglie” ha detto la Palombelli. “Come sapete, negli ultimi sette giorni ci sono stati sette delitti. Sette donne uccise, presumibilmente da sette uomini. Questo soltanto per dire l’ultima settimana”. “A volte però è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente di testa, completamente obnubilati, oppure c’è stato anche un comportamento esasperante e aggressivo anche dall’altra parte?” si chiede la conduttrice. “È una domanda, dobbiamo farcela per forza, perché dobbiamo, in questa sede soprattutto che è un tribunale, esaminare tutte le ipotesi“, conclude.

Ilaria Paoletti



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2 Commenti

  1. Cosa ha tirato fuori dalle grazie di Dio ?! Non sempre, anzi quasi mai, è dato a sapersi. Se aspettiamo poi i processi, stiamo freschi ! Se vogliamo comprenderne di più forse è il caso di fare serie comparazioni storiche le quali non mi pare proprio depongano tutte a favore dei tempi moderni facilitanti l’ “usa e getta”.

  2. La Palombelli è da stimare per le sue idee molto chiare relative ai maschi e alle femmine.Ci hanno voluto far credere,ai fini di femminilizzare la società a fini di conquista, che il maschio bianco è l’unico violento, colonizzatore,violentatore, omicida,etc come se le donne fossero tutte sante!! Esistono anche donne cattive,violente, assassine,etc e tante volte dietro a uomini tremendi c’erano donne ancora peggio di loro!
    Non è certo il sesso di appartenenza che determina la moralità di una persona anche se questa realtà viene del tutto negata dalle femministe(di cui molte sono a favore anche della procreazione assistita e quindi di donne che vendono il loro corpo e la loro maternità per far procreare altri)

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