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Il barcone capovolto visto dal ponte di una nostra unità della MM
Il barcone capovolto visto dal ponte di una nostra unità della MM

Roma, 25 mag – Un barcone con circa 600 immigrati a bordo si è capovolto al largo delle coste libiche poco prima che due navi della Marina iniziassero le operazioni di salvataggio. L’imbarcazione aveva lanciato l’sos con un telefono satellitare a 18 miglia dalla costa ed era stata raggiunta dalla fregata tipo Fremm “Bergamini” e dal pattugliatore classe Comandanti “Bettica”. Per il momento sono 500 gli immigrati salvati dagli equipaggi della navi della Marina Militare coadiuvate anche da elicotteri di soccorso, mentre sono 5 i morti accertati.



“E’ stato individuato al largo della Libia un barcone in precarie condizioni di galleggiamento con numerosi migranti a bordo. Poco dopo il barcone si è capovolto – riferisce una nota della Marina Militare – a causa del sovraffollamento e dell’instabilità dovuto all’elevato numero di persone a bordo”. Intanto, a causa delle favorevoli condizioni meteo, sta aumentando il numero di barconi che partono dalle coste africane verso l’Italia: ieri 3000 immigrati sono stati soccorsi e 23 imbarcazioni sono state individuate. Nel porto di Palermo è giunta infatti nave “Dattilo” della Guardia Costiera con circa 1053 persone fra le quali 260 minori non accompagnati.

Con la chiusura della rotta balcanica e con le buone condizioni meteorologiche stiamo assitendo ad un massiccio aumento del traffico via mare di esseri umani dal nord Africa. I trafficanti di uomini, approfittando del servizio di soccorso offerto dalle marine militari europee ed in special modo da quella italiana nell’ambito dell’operazione EUNavfor Med, hanno anche riaperto rotte una volta abbandonate come quella proveniente dall’Egitto. La situazione pertanto, stante l’arrivo della bella stagione, non potrà che peggiorare: quando capiremo che occorre proteggere la frontiera marittima con i respingimenti in mare sarà forse troppo tardi.

Vittorio Sasso



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2 Commenti

  1. Suicidio in diretta.Grazie ad internet e alle baggianate ed errori dei giornalisti/fotografi è troppo semplice trovare la verità eppure la maggioranza dei nostri connazionali rifiuta di vederla e cercarla.
    Se siamo arrivati a questo punto,forse meritiamo veramente di crepare.

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