Roma, 4 ott – Era lo scorso 28 luglio quando Nicolò Feltrin, un bambino di appena due anni, morì nell’ospedale bellunese di Pieve di Cadore trasportato dal padre. Oggi è arrivato il responso degli esami e degli esami del capello del bimbo, ed è davvero agghiacciante: Nicolò è morto per overdose da hashish. Il piccolo era arrivato privo di conoscenza all’ospedale bellunese di Pieve di Cadore, emanando l’ultimo respiro la notte dello scorso 28 luglio. Oltre all’hashish ingerito, tracce di cocaina ed eroina sarebbero emerse dall’analisi del capello effettuata sul corpicino del povero Nicolò. I particolari terrificanti rivelati dall’autopsia, portano ora il padre, Diego Feltrin, di anni 43, ad essere indagato per omicidio colposo. L’uomo aveva raccontato che il piccolo aveva ingerito una “strana sostanza al parco sotto casa”. Nell’appartamento della famiglia, a Longarone, nella frazione di Codissago, i carabinieri avevano però trovato un panetto di hashish sul comodino del piccolo. Il padre di Niccolò Feltrin, un boscaiolo bellunese, raccontò che non riusciva a svegliare il bimbo. Poco dopo il ricovero d’urgenza nel nosocomio bellunese, il piccolo Nicolò morì.

Il piccolo Nicolò Feltrin perseguitato dalla droga

Il padre continuava a ripetere di non capire cosa poteva essere accaduto. “Non so cosa possa essere successo, non riesco nemmeno a guardare la foto del mio bambino”. Il padre aveva raccontato a medici e investigatori che Nicolò aveva ingerito una “strana sostanza al parco pubblico sotto casa”. I sopralluoghi dei carabinieri, però, nel parco non avevano trovato nulla. Le tracce di cocaina ed eroina emerse sul dall’autopsia sul corpicino di Nicolò Feltrin, portano invece a dedurre che la droga si trovasse in casa dei genitori. Le tracce di cocaina ed eroina trovate dall’esame del capello di Nicolò, infatti, proverebbero che il bimbo di due anni era già entrato in contatto con la droga. Invitato dai carabinieri a sottoporsi all’analisi del capello, poi, il padre si sarebbe presentato all’esame rasato a zero, rendendo di fatto impossibile il test. Anche la madre di Nicolò Feltrin, a lavoro durante la tragedia, si sarebbe rifiutata di sottoporsi all’esame antidroga.

Innocenti vittime della droga

Un giallo, quello legato alla tragedia del piccolo Nicolò, che ora sembra giunto alle sue battute finali. Una vicenda che presenta, ovunque il bimbo abbia trovato la sostanza, tanti, troppi lati oscuri, legati al perverso mondo della tossicodipendenza. Il pericolo della droga, oggi più che mai, è sempre più in agguato anche tra persone insospettabili di ogni ceto sociale. Speriamo che un domani, questa società malata riesca a trovare le giuste contromisure a questo dramma sociale.Negli ultimi anni sono purtroppo moltissimi i casi in cui, poveri bambini ignari, sono a contatto o ingeriscono le sostanze stupefacenti di genitori o parenti incoscienti. Se in alcuni casi i bimbi riescono a sopravvivere, non senza drammatiche conseguenze che spesso li segneranno per il corso della loro vita, purtroppo continuano ad essere troppe anche le tragedie mortali che strappano queste innocenti creature a questo mondo perverso e contorto.

Andrea Bonazza

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