Rimini, 4 ott – Storicamente conteso tra Marche e Romagna l’incantevole centro medievale di Pennabilli, in provincia di Rimini, è in queste ore al centro dell’attenzione mediatica per una lettera del sindaco Mauro Giannini. Il primo cittadino del borgo che ha ospitato – e ispirato – Dante, Giotto e Pound con un breve scritto sul congedo definitivo dai paracadutisti ha (semplicemente) esternato i propri sentimenti su Facebook. Terminando con un perentorio “Viva l’Italia”. Proprio i riferimenti all’amor patrio e all’esperienza personale hanno fatto inalberare la sinistra locale. Ma andiamo con ordine.

Partito per servire la bandiera”

Come riportato dal Resto del Carlino, una frase in particolare – “sono partito per servire la bandiera, avevo solo un credo e la camicia nera” – avrebbe fatto infuriare la sinistra romagnola. Come prevedibile il riferimento al popolare capo in stoffa non ha superato la censura della creatura di Zuckerberg. Onde evitare il blocco del profilo, Giannini ha quindi riproposto la lettera, trasudante d’Italia, con le dovute modifiche. Ma ormai l’indignata macchina dell’antifascismo in assenza di fascismo si era già messa in moto.

Se l’Anpi ha prontamente rispolverato l’ormai trita e ritrita “costituzione antifascista” – e pazienza se la parolina magica sia sconosciuta alla nostra legge fondamentale – il Pd ha rincarato la dose, tirando in mezzo anche “il nascituro governo Meloni”. Anzi, per i dem il solo ricordo del Piave e di Vittorio Veneto risulta essere “pensiero infarcito di termini inequivocabili”.

Viva l’Italia!

L’ormai ex parà è sindaco della cittadina riminese dal 2016. Con un passato nella Lega, ha da poco iniziato il secondo mandato. Un anno fa la sua lista civica “Identità montana” ha stravinto le comunali della piccola realtà marecchiese sfiorando il 70% delle preferenze. Migliorando quindi il 62% di sei anni fa. Ormai lo sappiamo: ogni qualvolta a destra del PD si fa riferimento (anche minimo e casuale) al ventennio, la sinistra rispolvera i soliti – e storicamente zoppicanticavalli di battaglia. Quella che nelle intenzioni è una “lettera d’amore alla nostra radiosa Patria” sono note stonate alle orecchie dei dem.

Nulla di nuovo sul fronte italiano. Respiriamo ogni giorno aria viziata dal politicamente corretto. Nel frattempo, aspettando che sulle colline pennesi torni – almeno mediaticamente – il sereno, non possiamo che apprezzare le sanguigne parole di Giannini. Viva l’Italia (e abbasso i suoi detrattori seriali).

Marco Battistini

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