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Roma, 28 lug – Restano estremamente critiche le condizioni del bimbo di 3 anni (non due come si pensava inizialmente) che il padre di origini rom aveva cercato di offrire ai turisti in cambio di denaro a Ostia. Il piccolo era stato abbandonato dal padre sul lungomare mentre quest’ultimo si dava alla fuga, inseguito dalle forze dell’ordine.

Condizioni critiche

Ricoverato al Grassi in forte stato di shock e disidratazione, mostra ora segni di grande malessere psicologico: non parla, piange e si ritrae spaventato alla vista delle figure maschili. I medici che lo stanno tenendo sotto osservazione, spiega Il Messaggero, stanno cercando di capire se il mutismo sia dovuto allo shock o a una patologia e stanno portando avanti tutti gli accertamenti del caso per verificare il suo stato di salute.

La Finanza conferma: “Aveva cercato di vendere il piccolo”

Nella giornata di ieri è venuta allo scoperto anche la madre, che si è presentata spontaneamente alla Compagnia Pronto Impiego della Guardia di Finanza con la nonna e una zia, dicendo: «È mio figlio, dove sta, voglio vederlo». La conferma che il padre stesse tentando di vendere il bambino per pochi soldi in cambio di prestazioni sessuali arriva dalle stesse Fiamme Gialle: l’uomo è un nomade di etnia rom di 23 anni, con alle spalle numerosi precedenti per furto, truffa, stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. Vive con il figlio e la mamma del bimbo nelle case popolari di Ardea (Roma) ed è attualmente in stato di detenzione nel carcere di Regina Coeli in attesa dell’udienza di convalida.

Sotto stretta osservazione

Sempre secondo quanto riportato dal Messaggero, le probabilità di un rientro in famiglia del bimbo sono basse. Ora si trova ricoverato all’ospedale Grassi di Ostia, sotto stretta osservazione dei medici, degli psicologi e degli assistenti sociali. «Sicuramente ha vissuto dei brutti momenti», afferma il personale medico a proposito del piccolo, che è arrivato al pronto soccorso sporco, in stato di denutrizione, scalzo e con indosso solo le mutandine.

Cristina Gauri

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