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bologna-cares-thumbBologna, 24 apr – “Bologna cares!”, campagna di comunicazione dello Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti asilo e Rifugiati) del Comune di Bologna realizzata dall’Asp del comune emiliano, ha avviato in questi giorni un laboratorio di giornalismo rivolto agli immigrati, “richiedenti asilo ospiti in alcune strutture di accoglienza”, per dirla col linguaggio politicamente corretto del comunicato. “Il progetto, che fa parte del programma 2016 della campagna di comunicazione Bologna cares!”, spiegano, “nasce dall’idea di far collaborare giornalisti professionisti e richiedenti asilo: attraverso uno scambio di informazioni, di esperienze e di professionalità verranno realizzati alcuni servizi giornalistici”. E così, i centri della provincia sono stati passati al setaccio per cercare sei immigrati che, per esperienze e competenze, potessero andar bene per il progetto che proseguirà fino a fine mese e del quale solo a conclusione, probabilmente, si potrà capire la reale consistenza.

Ad aderire al progetto due testate locali: Trc e Nettuno Tv, televisione ufficiale del Bologna Calcio e della Fortitudo Basket. “In questi giorni”, raccontano i responsabili del progetto, “i richiedenti asilo e i giornalisti si stanno muovendo in città per produrre materiale informativo: dallo sport a incontri istituzionali, da interviste a piccoli reportage”. Proprio nel corso di una trasmissione di Trc (“Detto tra Noi”) viene approfondita l’iniziativa alla presenza dell’assessore alle politiche sociali Amelia Frascaroli, Sandra Federici della cooperativa Lai-momo, che lavora nel campo della formazione, e due dei protagonisti di questa esperienza, Yaso ed Emmanuel (). È in queste occasione che l’assessore ha spiegato come il Comune assiste gli immigrati per un periodo di due anni, accompagnandoli nella formazione e nella ricerca del lavoro.

Mentre la conduttrice ha presentato un video di promozione dell’iniziativa pensato da “Bologna cares!” in favore dell’accoglienza, basato sull’accostamento tra personaggi come Albert Einstein , che decise di andar via dalla Germania nazista, o Dante Alighieri, esiliato da Firenze per le sue posizioni politiche. Quelli che accogliamo, in sintesi, potrebbero essere i futuri Einstein o Dante, è quindi il messaggio. Anche se il paragone, oltre che azzardato, sembra essere improprio e non soltanto per l’enorme differenza nelle dimensioni del fenomeno. In ogni caso, ciò che sembra davvero rilevante, è l’assimilazione ormai totale tra immigrato e rifugiato e la campagna mediatica a senso unico che passa prima di tutto attraverso un uso strumentale del linguaggio. Di seguito la trasmissione integrale

Emmanuel Raffaele

2 Commenti

  1. Ricordo che, l’ultima volta che sono stato a Bologna, ogni due passi dovevo stare attento a non pestare una merda o una pisciata di cane.

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