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Roma, 24 lug – Sbarcati sulle coste italiane, accolti in un centro di accoglienza, messi in quarantena e poi fuggiti a gambe levate. Una vicenda che già di per sé, osservando il suo rapido evolversi, la dice lunga sulla gestione dei flussi migratori. E’ bene però ricostruirla nel dettaglio per comprenderla fino in fondo. Trenta immigrati irregolari di nazionalità tunisina sono fuggiti nella notte dal centro per richiedenti asilo Cara-Cpr di Restinco, alle porte di Brindisi. I clandestini stavano tutti osservando il periodo di quarantena al quale erano stati regolarmente sottoposti in seguito alla sbarco e hanno dunque violato così l’isolamento anti-Covid. Alcuni, scavalcando il muro di cinta hanno riportato fratture e sono stati trasportati al pronto soccorso.

L’ennesima fuga

Nove di loro sono stati rintracciati dopo pochi minuti dalla fuga, gli altri (21 dunque) sono spariti nel nulla e quindi ricercati dalle forze dell’ordine. Dai tamponi effettuati appena sbarcati, i fuggitivi erano risultati tutti negativi. Ma uno dei clandestini arrivati no, lui era risultato positivo ed è stato posto in isolamento sempre nel Cara-Cpr di Restinco. Sta di fatto che siamo di fronte all’ennesima fuga di massa da parte di immigrati irregolari, perché appena cinque giorni fa sempre in Puglia erano scappati dall’hotspot di Taranto più di 20 clandestini.

La cooperativa Auxilium 

Ma chi gestisce il Cara-Cpr di Restinco a Brindisi? La cooperativa cattolica Auxilium dei fratelli Pietro e Angelo Chiorazzo. La stessa che gestiva il Cara di Bari Palese, finita nel mirino della Procura del capoluogo pugliese nel 2016 per presunti reati di frode in pubbliche forniture contestati a quattro noti imprenditori del business dell’accoglienza. Secondo gli inquirenti, i responsabili dell’ente gestore che per tre anni si è occupato del centro avrebbero fatto lievitare a dismisura i costi dei servizi prestati. Ed è sempre la cooperativa Auxilium che gestiva il centro di accoglienza “Mondo Migliore” di Rocca di Papa da cui fuggirono gli immigrati della Diciotti. 

L’interrogazione al governo

Più di recente, il 15 luglio scorso, il deputato di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli ha presentato un’interrogazione scritta al ministro dell’interno e al ministro della Salute in seguito alla fuga dal Cara di Restinco, “un ex campo per i profughi istriani, poi per quelli della prima migrazione dall’Albania alla fine del 1990 e, tra le due vicende” struttura adibita a “deposito dell’Esercito Italiano”. E adesso appunto trasformata in centro di accoglienza per immigrati. Lucaselli chiedeva al governo “quali urgenti provvedimenti intenda assumere per gestire tempestivamente la situazione, sia dal punto di vista sanitario che della sicurezza sui luoghi di lavoro, all’interno Cara-Cpr di Restinco”. E “come intenda garantire la quarantena obbligata nel Cara di Brindisi, dal momento che la struttura, ad oggi, non ha un assetto adeguato a tale obiettivo”. In compenso dalla struttura in questione, e come visto sopra non solo da quella, fuggono clandestini.

Alessandro Della Guglia

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