Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 27 lug – Massimo Cacciari lancia l’allarme contro la discriminazione causata dal green pass e viene insultato pesantemente sui social dagli schiavi felici. “La discriminazione di una categoria di persone, che diventano automaticamente cittadini di serie B, è di per sé un fatto gravissimo, le cui conseguenze possono essere drammatiche per la vita democratica”, scrive il filosofo in un intervento a quattro mani con il collega Giorgio Agamben. Parole che non sono piaciute agli invasati pro green pass che evidentemente non vedono l’ora di discriminare chi non ha il certificato verde.



Cacciari contro il green pass: “Ricorda il passaporto interno dell’Unione Sovietica”

Cacciari e Agamben in un intervento pubblicato sul sito dell’Istituto italiano per gli studi filosofici centrano il punto della questione green pass, che ricorda il “passaporto interno che per ogni spostamento dovevano esibire alle autorità i cittadini dell’Unione Sovietica”. I due pensatori lanciano l’allarme contro il fanatismo pro vax e pro green pass. “Guai se il vaccino si trasforma in una sorta di simbolo politico-religioso. Ciò non solo rappresenterebbe una deriva anti-democratica intollerabile, ma contrasterebbe con la stessa evidenza scientifica. Nessuno invita a non vaccinarsi! Una cosa è sostenere l’utilità, comunque, del vaccino, altra, completamente diversa, tacere del fatto che ci troviamo tuttora in una fase di ‘sperimentazione di massa’“, chiariscono.

Peraltro i due pensatori sottolineano quanto la discriminazione colpisca sia chi ha il green pass – che viene continuamente tracciato – che chi non lo ha – che non può praticamente fare attività sociali. “Tutti sono minacciati da pratiche discriminatorie. Paradossalmente, quelli ‘abilitati’ dal green pass più ancora dei non vaccinati (che una propaganda di regime vorrebbe far passare per ‘nemici della scienza’ e magari fautori di pratiche magiche), dal momento che tutti i loro movimenti verrebbero controllati e mai si potrebbe venire a sapere come e da chi“. Allarme più che giustificato, se si pensa all’intenzione del governo di fornire ai “verificatori” una app per verificare la validità della certificazione verde. In conclusione, per Cacciari e Agamben rendere la discriminazione “legge è qualcosa che la coscienza democratica non può accettare e contro cui deve subito reagire“. Un appello a proseguire le proteste di piazza, dunque.

I pro green pass insultano il filosofo sui social

Ebbene, con buona pace del meno noto Agamben, che non viene citato sui social, contro l’ex sindaco di Venezia è in corso un attacco sui social tale da dominare la classifica delle tendenze di stamane su Twitter. Si legge veramente di tutto, in un delirio mosso soprattutto dalla totale assenza di senso della misura (oltre che dall’atavico odio dei piccoli miserabili per le personalità di spicco). C’è chi scrive che quanto detto da Cacciari sia la dimostrazione che “la tintura dei capelli può provocare danni irreversibili al cervello”. In tanti poi gli danno del complottista, soltanto perché – lo ricordiamo – si è detto contrario alla discriminazione imposta dal green pass. E lo mettono alla berlina perché crederebbe in una “cospirazione mirata a sopprimere la libertà”. In verità, il governo sta facendo tutto alla luce del sole, nessun complotto.

“Non è uno scienziato né un virologo, dice cazzate dementi per dementi”

C’è chi poi obietta che Cacciari non è uno scienziato, un virologo, e che quindi parla solo per avere visibilità, dicendo “cazzate dementi per dementi”. Tra gli insulti che ben danno il polso del livello di delirio degli invasati pro green pass segnaliamo uno “sporco idiota fascista no vax” e un “Mauro Corona, però più ubriaco”. C’è da dire che occhio e croce molti degli insulti arrivano da utenti che votano a sinistra. Quella stessa sinistra a cui appartiene Cacciari e che però è pro green pass, altro che libertaria: che cortocircuito.

Insomma, alla fine già solo perché quegli scappati di casa dei pro green pass lo attaccano, ci sentiamo di dar ragione a Cacciari. Ragione che peraltro ha pienamente (e con lui ce l’ha l’oscurato Agamben). Certo, nell’era dei virologi-star della tv e dei social, l’allarme di due filosofi non convince, non fa presa. Anzi, viene visto come uno sconfinamento. Tanti cittadini infatti hanno sposato la linea di quegli scienziati che – loro per primi – hanno gli occhi foderati di prosciutto.

Adolfo Spezzaferro

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Il GP è peggio: oggi è il quasi nulla fatto proficuo strumento ! Salvo non trascurabili sorprese future…

Commenta