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Carpi, 25 apr. – Erano tutti figli di immigrati, chi dalla Tunisia chi dalla Repubblica Centrafricana. Quel che si dice italiani di seconda generazione, i tre ragazzi di età compresa tra i 16 e i 17 anni arrestati per atti vandalici all’Istituto Meucci di Carpi. Due di loro frequentavano la scuola. Lo hanno fatto per noia, hanno confessato dopo essere stati arrestati perché incastrati dalle telecamere di sorveglianza poste sui bus e dai loro smartphone con cui si sono filmati. Dopo aver agito sono tornati a casa con le loro bicilette e si sono vantati sui social del loro gesto.

La cronaca del fatto risale alla notte tra giovedì e venerdì, quando a Carpi sono stati rubati cinque autobus e due dei quali sono stati fatti schiantare contro la scuola. Sfondati i cancelli esterni, danneggiato il verde, abbattute le porte, vetrate di ingresso completamente distrutte, così come i controsoffitti dell’atrio con i sensori antincendio, le plafoniere e la colonnina antincendio. In tutto danni per almeno 70mila euro. Senza considerare che i danni agli autobus ammontano a 400 mila euro. In tutto, quindi, il diversivo per scacciare la noia di questi tre figli di immigrati – i tre non sapevano cosa fare per loro stessa ammissione – è costato alla collettività mezzo milione di euro.

Fin dal primo momento gli inquirenti hanno pensato che si potesse trattare di vandalismo, anche se non hanno escluso ipotesi più tetre. E infatti i carabinieri vogliono mantenere riserbo per valutare se la banda sia composta anche da altre persone. E la “bravata” poteva finire in tragedia. I tre, infatti, oltre ad aver rubato i bus, hanno guidato in tangenziale contromano. Dalle 2.30, ora in cui tutto è cominciato, fino a poco prima delle 6.30, quando i bus si sono schiantati contro l’ingresso della scuola, sono stati percorsi almeno 30 chilometri, pare in una gara ad alta velocità. Nel mentre, cartelli stradali abbattuti e semafori bruciati.

La scuola è stata chiusa e, accanto al sistema di allarme costantemente in funzione, viene presidiata giorno e notte da un servizio di vigilanza che coinvolge provincia, polizia municipale e forze dell’ordine. I tre ragazzi, nuovi italiani, sono in stato di fermo, accusati di furto aggravato, atti vandalici, guida senza patente e interruzione di pubblico servizio. Ma chi pagherà i danni?

 

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2 Commenti

  1. I genitori sono dispiaciuti …. Ma i loro figli alle 6,30 che ci fanno in giro. Che paghino fino all’ultimo € le leggi ci sono applicatele anche a questi indegni

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