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Ci mancavano solo loro: i pirati dei clandestini. Ecco come depredano i barconi

by La Redazione
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Roma, 31 lug – Non solo Ong, flussi incontrollati e continui sbarchi di immigrati irregolari sulle coste italiane, adesso spuntano pure i pirati dei clandestini. Sì, avete letto bene, sono loro l’ultima incredibile novità nel Mediterraneo. Quattro pescatori tunisini sono stati infatti arrestati con l’accusa di pirateria marittima ai danni dei barconi carichi di migranti. Stando a quanto emerso nelle ultime ore, alcuni equipaggi di pescherecci tunisini avrebbero dismesso i panni da pescatori per darsi all’attività di pirati, con tanto di assalti alle barche che partono dalla città di Sfax, in Tunisia. In pratica, questi novelli “corsari” depredano le imbarcazioni con a bordo i clandestini africani, in particolare subsahariani. Il reato di pirateria marittima, contestato per la prima volta nella rotta del Mediterraneo centrale, è punibile fino a 20 anni di carcere. 

I pirati dei clandestini, l’ultimo frutto dei flussi migratori incontrollati

A condurre l’operazione contro questi criminale sono state la Polizia di Agrigento e la Guardia di finanza-Sezione operativa navale di Lampedusa, assieme all’Ufficio circondariale marittimo della Capitaneria di porto-Guardia costiera di Lampedusa. L’intervento delle forze dell’ordine ha portato al fermo del comandante di un peschereccio tunisino e di altri 3 membri dell’equipaggio. I fermi sono stati convalidati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, il quale ha emesso a carico di tutti e quattro gli indagati la misura della custodia cautelare in carcere.

“L’arresto di un comandante di un motopesca tunisino e i tre componenti dell’equipaggio accusati di pirateria ai danni di alcuni gruppi di migranti in difficoltà è la conferma di quanto sia fondamentale contrastare l’immigrazione irregolare anche a tutela degli stessi migranti, che finiscono nelle mani di criminali senza scrupoli che ne mettono gravemente a rischio la vita”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Il gravissimo episodio che emerge dalle indagini testimonia la pericolosità della rotta del Mediterraneo centrale e l’importanza dell’azione intrapresa da questo governo per contrastare i criminali che cercano di arricchirsi in ogni modo, anche garantendo un adeguato supporto operativo ai Paesi di partenza dei barchini”, ha poi aggiunto il titolare del Viminale.

Le condotte delittuose “dei nuovi pirati – ha detto il procuratore Vella – mettono gravemente a rischio la vita dei migranti, che tentano di attraversare il canale di Sicilia sui precari barchini in ferro di Sfax, ancor più delle già gravi condotte illecite dei trafficanti di essere umani tunisini e libici”.

Alessandro Della Guglia

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