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Scuola, Valditara apre all’ecoansia: via libera all’intesa per l’educazione “green”

by Andrea Grieco
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sviluppo sostenibile

Roma, 31 lug – L’anno scolastico si è concluso e gli studenti si godono l’estate, ma il periodo di vacanza non impedisce al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di intraprendere l’ennesima scelta ideologica e di nessuna utilità che ricadrà da settembre sulle spalle dei soliti giovani delle scuole. Valditara ha firmato un nuovo protocollo d’intesa per il triennio a venire, questa volta insieme all’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, affinché “si diffonda attraverso il sistema educativo la cultura dello sviluppo sostenibile indispensabile per una piena realizzazione dell’Agenda 2030”. Il protocollo porterà l’inserimento dell’educazione allo sviluppo sostenibile all’interno dei programmi scolastici, con un accento maggiore nei Pcto.

Sviluppo sostenibile sì, ma in linea con l’Agenda 2030

Il legame tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e ASviS viene così formalizzato e sottoscritto, confermando il lavoro “che negli anni ha permesso di far conoscere e valorizzare l’Agenda 2030 dell’Onu nel sistema educativo italiano, in linea con le raccomandazioni dell’Ue”. Tutto questo in linea con l’imperversare, a cascata, di crisi isteriche dettate dalle nuove “eco-fobie”, le quali stanno trovando il pieno avvallamento nella maggior parte delle istituzioni, scuola compresa. Dopo la follia arcobaleno, fatta passare senza battere ciglio da Valditara, attraverso le carriere alias, un’altra folliagreen questa volta, viene istituzionalizzata nel luogo più importante per l’educazione e formazione delle nuove generazioni.

L’ennesima misura vuota e ideologica

Questa fantomatica educazione allo sviluppo sostenibile è l’ennesima misura vuota e ideologica a cui gli studenti sono abituati da decenni. Un’iniziativa che, avvolta da un velo di neutralità benevola, è direttamente governata dalle linee tracciate dai grandi trust che si spartiranno gli introiti della “loro” transizione, dalla globalizzazione che punta ad estromettere l’Italia e l’Europa dalla storia. Non saranno certo iniziative come queste, espressione della rassegnazione e dell’inattività, a sfidare il cambiamento che ci attende: lanciare la sfida, non versare lacrime. I giovani, dalle scuole alle università, devono avere gli strumenti per cambiare veramente il Paese, una grande politica guidata dall’azione sociale e pubblica.

Andrea Grieco

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