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terrorismoRoma, 22 gen – Chiudere i cancelli quando i buoi sono scappati? Il potenziamento dei controlli alle frontiere deciso dal governo italiano per certi versi può risultare fuori tempo massimo, ma segna comunque una piccola svolta. Il rischio è chiaramente anche quello di abbagli o di procedere a un giro di vite inefficace.

Era dal 2009, in occasione del G8 a L’Aquila, che l’Italia non si muoveva in tal senso. Se allora, come nel luglio 2001 per il G8 di Genova, venne attuata una momentanea sospensione del Trattato di Schengen, in accordo con l’Ue, adesso si tratta sostanzialmente di una reazione all’attentato di Charlie Hebdo.

L’allerta terrorismo è massima e la totale libertà di circolazione anche all’interno dell’Ue viene così, almeno per il momento, messa in discussione. “Le accresciute esigenze di sicurezza derivate dagli attuali scenari internazionali, impongono la necessità di potenziare e ottimizzare le procedure di controllo adottate alle frontiere italiane in entrata e in uscita dal Paese”. E’ quanto si legge in una circolare della Direzione centrale della polizia dell’immigrazione mentre si attende per oggi il Consiglio dei Ministri pronto a varare un decreto antiterrorismo che si ipotizza possa prevedere maggiori fondi per l’intelligence, anche per l’assunzione di ulteriore personale qualificato, e nuovi mezzi per contrastare il cosiddetto cyberterrorismo. A tal proposito probabilmente verrà stilata una black list di siti considerati “filo-jihadisti”.

Proprio due giorni fa è stato espulso dall’Italia uno studente turco dell’Università di Pisa poiché avrebbe minacciato attacchi alle ambasciate e nella giornata di ieri anche un pakistano di 26 anni ha ricevuto lo stesso trattamento per aver condiviso sulla propria pagina Facebook frasi e video jihadisti.

Se fino ad oggi poi era perseguibile penalmente solo il reclutatore, con il nuovo decreto viene introdotta una pena detentiva fino a 10 anni per chi si recherà a combattere in Siria o in altri teatri di guerra, per soggetti che si auto-addestrano al compimento di atti terroristici e per coloro che organizzeranno viaggi “finalizzati al compimento di attività terroristiche”. Aumentano inoltre i controlli negli aeroporti. La polizia chiede infatti di “potenziare l’uso del sistema per l’acquisizione anticipata delle liste passeggeri dei vettori provenienti da aree a rischio”.

Eugenio Palazzini

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