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Roma, 10 apr – Molto breve oggi la conferenza stampa della Protezione civile sui dati del contagio da coronavirus in Italia.

Incremento di contagi

In Italia sono 98.273 i malati di coronavirus: c’è stato un incremento rispetto a ieri di 1.396 (giovedì l’incremento era stato di 1.615). I guariti italiani, complessivamente, sono 30.455, 1.985 in più di ieri. Sono invece 18.849 le vittime del coronavirus in Italia. Ci sono, da ieri, notizie di altri 570 morti, una crescita rispetto all’aumento era stato di 610.

Diminuiscono i pazienti in terapia intensiva

Dunque sono 147.577 le persone che hanno contratto Covid-19 dall’inizio dell’emergenza. I pazienti ricoverati per coronavirus sono 28.242, di questi 3.497  sono in terapia intensiva: il quest’ultimo dato è rincuorante perché è in calo da sei giorni. Sono 66.534 le persone in isolamento domiciliare fiduciario.

Brusaferro: “Buoni dati del Sud ma guardia alta”

Brusaferro dell’Istituto Superiore di Sanità dichiara: “Il quadro conferma lo scenario dei giorni scorsi e ci dà indicazioni di efficacia delle misure. I segnali positivi non devono farci abbassare però la guardia. Le azioni intraprese sono importanti ma non dobbiamo illuderci che la situazione si risolva. Le misure sono essenziali per mantenere la curva, quando sarà scesa,sotto la soglia di 1 per i contagi”. Per quanto riguarda le regioni del Sud, i numeri “sia pure contenuti, sono in calo” ma Brusaferro ammonisce a non abbassare la guardia perché “le zone del Paese oggi ‘bianche’ perché non hanno casi, possono diventare rapidamente ‘rosso intenso'”. Positivo il trend in Lombardia ma preoccupa il dato sulle morti nelle Rsa per anziani: “Sono 1822 i decessi nelle Rsa della Regione”. “I numeri nelle Rsa sono molto cresciuti” dice Brusaferro.  “In alcune zone la mortalità è cresciuta durante settimane di picco dell’infezione mentre era presente comunque una mortalità legata ai picchi influenzali tra gennaio e febbraio e anche questa ha avuto una sua importanza in termini di mortalità”, dichiara ulteriormente. L’età media di chi è morto per coronavirus per Brusaferro è “di circa 80 anni, sono in maggioranza uomini e con più patologie”.

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. con il massimo rispetto e senza alcun retropensiero mi domando come si riesca a far collimare quasi 20.000 morti in appena in un mese e mezzo,senza che vi sia stato un effetto sulla diminuzione dei ricoveri in terapia intensiva.

    tecnicamente penso che le persone più gravi e quindi più soggette a decesso,siano appunto quelle ricoverate in terapia intensiva,soprattutto considerando la loro età avanzata nella media.

    è vero che è cresciuto il numero dei contagiati,ma non credo che questo sia stato sufficiente a garantire un turnover nei posti in terapia intensiva tali da farli rimanere pressochè costanti.

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