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Coronavirus, in Italia 15.362 morti e 20.996 guariti. Diminuiti pazienti in terapia intensiva

by Elena Sempione
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Tampone da coronavirus

Roma, 4 apr – La protezione civile ha diffuso gli ultimi dati dell’emergenza coronavirus. Secondo il bollettino aggiornato, i morti superano drammaticamente la soglia delle 15mila unità, per la precisione 15.362. Sale anche il numero dei guariti, che raggiungono quota 20.996. Rimane più o meno stabile la cifra dei nuovi contagiati: sono 4.805 i casi rilevati nelle ultime 24 ore, mentre ieri erano stati 4.585. In totale, dall’inizio dell’epidemia hanno contratto il Covid-19 124.632 persone. Numeri che, effettivamente, mettono i brividi.

Diminuiscono i ricoverati in terapia intensiva

Ma ci sono anche buone notizie. I deceduti di oggi sono 681, contro le 766 vittime di ieri. Un leggero calo che fa ben sperare, ora che siamo entrati nel picco. Ma soprattutto si è registrato il primo calo significativo di ricoveri in terapia intensiva. Si tratta di 3.994 nuovi casi, 74 in meno rispetto a ieri, con la regione più colpita che è ancora una volta la Lombardia (1.326 dei quasi 4mila ricoverati d’urgenza). «Oggi – fanno sapere dalla protezione civile – per la prima volta abbiamo un dato molto importante. Il numero di pazienti in terapia intensiva diminuisce di 74». «Ed è una notizia importante perché consente ai nostri ospedali di respirare», ha evidenziato Angelo Borrelli, capo della protezione civile. «È il primo valore negativo da quando abbiamo avviato la gestione dell’emergenza».

Il dibattito sulle mascherine obbligatorie

Prosegue poi la discussione sull’obbligo di indossare le mascherine per prevenire il contagio da coronavirus. «Sull’uso delle mascherine c’è un grande dibattito anche nella comunità scientifica perché non ci sono evidenze fortissime», ha fatto sapere Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css). «Sappiamo – ha proseguito – che sono utili per prevenire il contagio da chi è infetto, ma la misura fondamentale è il rispetto del distanziamento sociale. Le riflessioni su un uso più allargato sono oggetto di valutazione del comitato tecnico scientifico». Sulla questione si è espresso anche lo stesso Borrelli: «Mascherine obbligatorie in Lombardia? Io non la uso perché rispetto le distanze. È importante indossarla se non si rispettano le distanze», ha commentato il capo della protezione civile.

Il Centro-Sud ha retto all’urto del coronavirus

Poi Locatelli si è soffermato sulla tenuta del Sud e del Centro: «In Italia centrale e meridionale c’è stata la capacità del sistema sanitario di contenere una crescita importante del numero di soggetti infetti. Non era scontato ottenere questo risultato», ha affermato il presidente del Css. In ogni caso, ha specificato, i tempi per tornare alla normalità sono ancora lunghi: «Per alcuni mesi dovremo ancora convivere con questo virus, l’obiettivo è ridurre sempre più questi numeri. Tutte le politiche che saranno implementate per la ripresa spettano al decisore politico».

Elena Sempione

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4 comments

Sergio Pacillo 4 Aprile 2020 - 10:07

Nel 2019 sono morti in Italia
53.372 persone per malattie del sistema respiratorio
14.070 persone per malattie infettive e parassitarie
https://www.money.it/Quanti-morti-in-Italia-ogni-anno-principali-cause-decesso

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Fabio Crociato 4 Aprile 2020 - 11:00

I dati Istat per l’ anno 2019 danno 647.000 defunti.

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