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Roma, 31 lug – Lieve calo dei contagi in Italia. Oggi sono stati rilevati 379 nuovi positivi, a fronte dei 386 di ieri. Curva epidemica dunque stabile. Il dato di fatto però è che un po’ ovunque i nuovi positivi sono in gran parte casi di importazione. Immigrati ospitati nei centri di accoglienza, come a Treviso, o stranieri rientrati in Italia dai Paesi di origine. In Veneto il cluster dell’ex Caserma Serena di Casier, dove decine di immigrati sono stati trovati positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore, incide e non poco sul totale odierno dei casi. E anche in Sardegna a Monastir oggi sono stati trovati 14 immigrati algerini positivi ai tamponi. Soltanto la Valle d’Aosta non ha registrato nuovi contagi. Rispetto a ieri sono stati effettuati quasi 7mila tamponi in più.

Le vittime di oggi sono 9, ieri erano state 3. In totale dall’inizio dell’epidemia in Italia sono decedute 35.141 persone. Mentre i guariti di oggi sono 178, ieri erano stati 765. Complessivamente, dopo aver contratto il coronavirus in Italia sono guarite quasi 200mila persone. Per l’esattezza 199.974. I malati, ovvero gli attualmente positivi, sono 12.422 (192 più di ieri). La buona notizia riguarda i ricoveri negli ospedali, che tornano a scendere. Con sintomi sono ricoverati oggi 716 pazienti in tutto: -32 rispetto a ieri. In terapia intensiva ci sono invece 41 pazienti (-6 rispetto a ieri). Mentre in isolamento domiciliare si trovano 11.665 persone.

Zaia: “Sistema di ospitalità fallimentare”

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha detto che “clinicamente in questo momento non siamo in emergenza”. E relativamente alle decine di immigrati positivi a Treviso ha specificato: “Abbiamo beccato i 131 positivi (132 per l’esattezza, 131 immigrati e un mediatore culturale, ndr) perché avevamo trovato tre sintomatici”. In ogni caso la comunità “deve avere la tranquillità” perché dal centro di accoglienza di Casier “non si può uscire e non si può entrare per andarsi a prendere il virus”, ha detto Zaia.

“I veneti hanno trascorso mesi chiusi in casa – ha precisato il governatore leghista riferendosi alle proteste degli immigrati – non capisco perché questi signori stiano già alzando la voce perché vogliono uscire. Qui si vede se esiste lo Stato oppure no”. Ma “resta sottinteso che strutture come l’ex caserma Serena e altre che ha il Veneto devono essere dismesse. E’ ormai certificato che questo sistema di ospitalità è fallimentare, lo è socialmente, culturalmente, sanitariamente, economicamente, in tutti i sensi”, ha tuonato il governatore veneto.

Coronavirus, Italia

Alessandro Della Guglia

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