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Di Stefano San Basilio Raggi BoldriniRoma, 7 dic – Non si placano le polemiche dopo la rivolta dei residenti di San Basilio, che hanno impedito l’accesso ad una casa popolare ad una famiglia di immigrati, per favorire un italiano che da anni vive in un camper in una via del quartiere. Il sindaco Virginia Raggi si è detta “indignata” per tanto razzismo e ha definito “una pagina vergognosa per Roma” quanto accaduto nel quartiere della periferia est della capitale, dicendosi pronta ad incontrare la famiglia di immigrati. La pensa in tutt’altra maniera Simone Di Stefano, candidato sindaco di CasaPound alle ultime elezioni comunali capitoline, recentemente finito agli arresti domiciliari proprio per aver tentato di impedire lo sgombero di alcune famiglie italiane, che accusa la Raggi di Boldrinismo e si dichiara vicino ai residenti di San Basilio.



Cosa ne pensi delle parole di Virginia Raggi, che ha definito “vergognoso” quanto accaduto a San Basilio?

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Io penso che sia ignobile il fatto che Virginia Raggi non si sia degnata di incontrare il padre di una ragazzina disabile sfrattata dal Comune che amministra, ma ha invece premura di piangere in stile Boldrini e affermare davanti alle telecamere di voler incontrare una famiglia di marocchini “sotto choc”. E’ chiaramente entrata nel solco del “boldrinismo”: discrimina gli italiani a favore degli stranieri.

Eppure la Raggi e i suoi assessori in merito all’emergenza abitativa della capitale parlano continuamente di “ripristino della legalità”

Ristabilire la legalità significa semplicemente buttare fuori gli italiani e far entrare gli immigrati per legge. Una legge sbagliata, con gli stranieri in testa a tutte le graduatorie. Non è questo il sistema per affrontare l’emergenza abitativa a Roma. E’ assurdo che il sindaco Raggi si pronunci in merito all’emergenza abitativa solo dopo questa vicenda: per il gravissimo caso della figlia invalida al cento per cento di Emmanuel Mariani non si è nemmeno espressa, mentre per questa famiglia di immigrati è subito andata a piangere in diretta tv. 

Come si risolve l’emergenza abitativa di Roma?

In primo luogo nelle graduatorie gli italiani devono venire prima, con un punteggio maggiore rispetto agli ultimi arrivati. E poi per risolvere l’emergenza abitativa bisogna costruire le case, buttare fuori chi sta dentro illegalmente non basta, anche perché spesso chi sta dentro avrebbe titolo per starci e non sarebbe in grado di trovare una casa sul mercato privato. Dunque non solo mettere ordine ma ricostruire case per gli italiani, belle, innovative, stile quartiere Garbatella, e soprattutto attuare politiche che consentano ai giovani italiani di mettere su famiglia, senza fare 30 anni di inferno, sempre che il mutuo te lo concedano.

Gli abitanti di San Basilio quindi hanno fatto bene?

Sì. Perché quando un cittadino di San Basilio con disabilità vive in mezzo alla strada, non si può pretendere di arrivare e dire che prima di quell’italiano, che vive dentro ad un camper, la casa spetti ad un immigrato arrivato dal suo paese in Italia senza rendersi conto di non avere una casa e un lavoro. Allora cosa diamine è venuto a fare qua, si chiedono giustamente gli abitanti di San Basilio. E’ stato stabilito un principio sacrosanto: che prima vengono gli italiani. Punto.

a cura di Davide Romano

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1 commento

  1. PD e M5S, si possono dare la mano, fanno schifo uguale!
    Sti coglioni che ci hanno governato finora non hanno mai costruito case popolari e si permettono di fare arrivare gli africani salvo poi non sapere dove metterli, visto che non sanno nemmeno dove mettere gli italiani bisognosi!
    Vergogna, vergogna, vergogna!
    Altro che voti, pedate nel culo con gli scarponi chiodati!

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