Roma, 24 dic – Piantarla con il clima di terrore e iniziare a guardare in faccia la realtà per quella che è davvero. Alberto Zangrillo, rara voce fuori dal coro della scienza dell’acquiescenza, stronca l’allarmismo diffuso sulla variante Omicron. Secondo il primario del reparto Anestesia e Rianimazione del San Raffaele di Milano, siamo infatti di fronte a una campagna politica e mediatica che genera soltanto un evitabile panico tra i cittadini italiani.

Zangrillo tuona: “Così ‘scienziati’ e giornalisti innamorati del Covid distruggono l’Italia”

“La gente sta a casa, ha paura ad andare nei negozi perché è stato detto e scritto che se si va fuori si prende la variante Omicron e si muore, invece è assolutamente falso”, tuona Zangrillo a Notizie.com. “Qui se non ci diamo tutti una regolata, ma soprattutto voi media, l’Italia diventa un Paese povero e sempre di più, fino a quando non diventeremo l’oggetto dello shopping di altri Paesi che sono stati più intelligenti e competenti di noi”, fa notare il professore. “Lo sa dove sono in questo momento? Sono in uno dei più bei negozi di Milano, ma è desolatamente e completamente vuoto”, dice ancora Zangrillo.

Ma il professore ne ha per tutti, anche per i colleghi che alimentano l’allarmismo. “Quando il Paese sarà irrimediabilmente distruttone chiederemo ragione agli ‘scienziati’ e ai ‘giornalisti innamorati del Covid‘”, scrive su Twitter.

Contro la “paranoia del contagio”: una voce fuori dal coro

Zangrillo non è però nuovo ad attacchi a gamba tesa contro la “paranoia da contagio” generata da certa stampa. “A Milano gli assembramenti sono creati da persone in attesa di tampone fuori dalle farmacie”, cinguettava sei giorni fa il professore. “La paranoia da contagio, creata dai media, è una malattia incurabile“, aveva aggiunto.

Ancor prima, sempre via Twitter, Zangrillo faceva notare: “Grazie alla variante Omicron, l’irresponsabile e disgustoso dibattito mediatico tra esperti del nulla ci rovinerà quest’ultimo scorcio di 2021″. Profetico, verrebbe da dire. “Possiamo dedicarci alle altre patologie: in questo momento ci preoccupano le enormi liste di attesa di malati che nulla hanno a che fare con il Covid”, tuonava ancora Zangrillo. “Continuare a vedere il numero dei contagi quotidiano come prima, seconda o terza notizia ci interessa pochissimo”.

Alessandro Della Guglia

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Speranza… quando senti Zangrillo oppure altre persone che ne sanno evidentemente molto più di tè e dei tuoi zerbini intorno, cosa pensi davvero ?! Manco la scuola PC (atea ma funzionava) ti consente più di restare!

Commenta