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Perugia, 27 ott – Qualche giornale ha persino provato a far passare gli amici e i familiari di David Raggi come razzisti. Non si può dare del “Profugo di m…” a qualcuno, nemmeno a chi, dopo aver sgozzato tuo figlio o il tuo migliore amico, si permette anche di mandarti a quel paese fuori dal tribunale mostrandoti il dito medio (Galleria Fotografica) . Amine Assoul è stato condannato a 30 anni in appello dal tribunale di Perugia per omicidio volontario, sentenza che conferma quanto stabilito in primo grado. Il 29enne immigrato marocchino, espulso e rientrato poi clandestinamente in Italia, nel marzo del 2015 sgozzò David Raggi di 27 anni, in pieno centro a Terni. Così, senza nessun motivo, se non quello di essere sotto effetto di alcol e droghe.

La giustizia ha funzionato. Chi viene in Italia deve capire se compie un delitto non ci si passa sopra”, sono state le parole di Diego Raggi, fratello di David. Se la sentenza alla fine può considerarsi “giusta”, difficilmente può essere considerata allo stesso modo la richiesta formulata dalla Procura, che aveva chiesto di ridurre la pena da 30 a 18 anni escludendo l’aggravante dei futili motivi. Per chi avesse poca dimestichezza con le faccende giudiziarie significa che il Pm (di fatto l’accusa), quello che di solito punta a chiedere il massimo della pena, in questo caso è stato più “indulgente” del giudice che ha poi emesso la sentenza.

Nel frattempo, come già abbiamo raccontato, la famiglia Raggi sta portando avanti un’azione legale contro Renzi e Alfano visto che Assoul, espulso e rientrato da clandestino una prima volta, era stato raggiunto da un secondo provvedimento di espulsione mai eseguito.

 Davide Di Stefano

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