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Emoji, tra poco avrete sullo smartphone quello dell’uomo incinto

by Ilaria Paoletti
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Emoji

Roma, 16 lug – Il nuovo linguaggio passa da tutto, anche dagli emoji: a breve potremmo averne uno molto inclusivo che rappresenta, letteralmente, un uomo in stato di gravidanza.

Emoji, il nuovo aggiornamento

Ormai basta un emoji mandato al volo per esprimere migliaia di significati, c’è chi ne colleziona decine sui propri stati WhatsApp perché una sequela di geroglifici è uno dei primi baluardi dell’espressione di sé sul web. E nonè è dato sapere quanto siano effettivamente utilizzati, ma nell’ampia e delirante scelta che ci è concessa in merito a simboletti vari e variegati già da tempo annoveriamo coppie omosessuali che si sposano, con due spose, due sposi, famiglie omogenitoriali, et cetera. Quello che mancava al quadro è un uomo in stato di gravidanza, “incinto”.

L’Emoji Day

Secondo Wired, domani 17 luglio è l’Emoji Day il giorno in cui appaiono le nuove faccine candidate a entrare nel prossimo aggiornamento Unicode 14.0, aggiornamento che poi arriverà a tutti gli smartphone. Il nuovo corredo di icone è stato reso pubblico dall’Unicode Consortium, l’associazione no profit californiano che approva le codifiche dei caratteri utilizzati sul web. Salvo ostacoli, le nuove emoji saranno operative a settembre.

Sempre più gender neutral

Tra gli emoji proposti quello che sta facendo più discutere è proprio quello dell’uomo incinto, appositamente concepito per rendere il linguaggio gender neutral più accessibile e fruibile. Prima che si arrivi ad essere accusati di un non meglio precisato complottismo, per capire il perché di questa scelta basta leggere la dichiarazione di Jeremy Burge, uno dei responsabili dell’archivio Emojipedia, riportata anche da Open: “Quasi tutti le emoji possono avere di default un’opzione di genere neutro, con la possibilità di utilizzare una donna o un uomo ove pertinente”. In questo mondo ormai pieno di libertà con la “l” rigorosamente minuscola, vale appena la pena di ricordare di quanto fece discutere nel 2019 la scelta dell’Unicode Consortium di introdurre un’icona che rappresentasse le mestruazioni. Sarebbe interessante sapere quanto poi nell’uso comune queste icone vengano effettivamente scelte o se è solo un modo per accontentare una minoranza molto rumorosa.

Ilaria Paoletti

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