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Savona, 15 feb – Una vera e propria scena dell’orrore quella che si è presentata davanti agli occhi degli uomini delle Fiamme Gialle durante un controllo di routine presso il  minimarket gestito da immigrati di via Cavour, a Savona. Un disgustoso coacervo di alimenti scaduti disposti all’interno di scaffalature luride, disseminate di escrementi di topi e carcasse di scarafaggi. Ma non è finita: confezioni di carne e prodotti ittici scaduti da due anni, conservati in mezzo a insetti morti.



Due immigrati gestivano un minimarket dell’orrore

I gestori del minimarket, come detto, sono due immigrati. Durante il primo sopralluogo, avvenuto nell’ambito di una serie di controlli di routine presso gli esercizi della zona, la Guardia di finanza avevano trovato merce in pessimo stato di conservazione. Gli alimenti in vendita erano scaduti e conservata su scaffalature sporche. E’ stata l’ispezione alla cella frigorifera posta nel retro del minimarket a rivelare i particolari più raccapriccianti: gli immigrati l’avevano riempita di tranci di pesce e carne scaduti, conservati in modo pessimo, alcuni dei quali marcescenti, privi della prevista etichettatura attestante l’origine e la qualità dei prodotti stessi.

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250 chili di alimenti sequestrati

I militari hanno proceduto al sequestro di 250 chili circa di alimenti scaduti per violazione alle norme sanitarie. I tecnici di laboratorio dell’Asl hanno provveduto a campionarli per accertare l’eventuale presenza di contaminazioni batteriche. Le autorità hanno quindi disposto la chiusura del minimarket. Per i due titolari, cittadini di origini bengalesi, rispettivamente di 38 e 43 anni, da tempo residenti a Savona, è scattata la denuncia. Il quotidiano online Liguria Oggi fa sapere che gli accertamenti proseguono ora sul fronte amministrativo.

Il caso arriva a pochi giorni da un episodio analogo avvenuto a La Spezia. Le forze dell’ordine hanno multato il titolare di un altro minimarket con 5 giorni di sospensione dell’attività e una sanzione di 400 euro per non aver rispettato le regole anti Covid.

Cristina Gauri

 
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1 commento

  1. Questo è anche il risultato del Haccp (di fatto uno scarico di responsabilità della autorità incapace, prova ne è il livello di qualità e quantità inesistente nei controlli ordinari successivi), come pure dei corsi regionali per la vendita e la somministrazione di alimenti dove non hanno il coraggio o la volontà di bocciare nessuno… Siamo passati dal vergognoso incasso natalizio della annonaria agli incassi collettivi anticipati… Del resto, come sempre, chi se ne fotte?!

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