Roma, 20 ott – Farmacie prese d’assalto dai lavoratori che devono fare il tampone: il commissario straordinario Figliuolo chiede alle Regioni di intervenire per permettere ai farmacisti di fare gli straordinari. In accordo con il ministero della Salute, il generale Figliuolo punta a potenziare il servizio, visto che ci sono milioni di lavoratori non vaccinati che necessitano del green pass. Serve pertanto l’intervento delle Regioni per agevolare le farmacie affinché “possano continuare a effettuare i tamponi antigenici rapidi oltre gli orari di servizio e nelle giornate di chiusura” e possano eseguire i tamponi “anche nei casi in cui i soggetti non si siano prenotati“.



Troppe code per i tamponi, le farmacie faranno gli straordinari

A renderlo noto è la stessa Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), sottolineando che il commissario ha accolto le proposte della Fofi. I farmacisti, afferma la federazione, “sapranno sfruttare questa opportunità per rendere un servizio ancora più efficace ed efficiente”. La Fofi, si legge in una nota, “ringrazia il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, generale Francesco Figliuolo per aver accolto la sua proposta di ampliare l’esecuzione dei tamponi rapidi nelle farmacie, al fine di rispondere all’obbligo della certificazione verde sui luoghi di lavoro”.

Lunghe file anche oggi: il tampone di lunedì è scaduto e ai lavoratori serve il green pass

Intanto – dopo il caos del primo giorno – proseguono le code, anche perché oggi è mercoledì: il tampone di lunedì è scaduto. A Bolzano per esempio si registrano lunghe file, soprattutto davanti alle farmacie “low cost” per i test rapidi anti Covid. Nei giorni scorsi peraltro le istituzioni e il governo hanno ribadito che la soluzione ideale è il vaccino, non fare il tampone. Su questo fronte sempre Figliuolo si dice molto fiducioso. Secondo il generale infatti se si arriverà al 90% dei vaccinati sarà possibile allentare le restrizioni sul green pass. A sentire il commissario la soglia fissata si dovrebbe raggiungere nell’arco di 30 giorni, a questo ritmo di vaccinazioni. Vero è che l’entrata in vigore dell’obbligo di green pass sul posto di lavoro ha determinato un’impennata delle vaccinazioni. Perché tanti lavoratori non possono permettersi 180 euro al mese di tamponi e quindi si sono trovati costretti a farsi il vaccino.

Ludovica Colli

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