Firenze, 14 set – 15mila euro. Questo era il valore che un padre ha attribuito alla propria figlia prima di venderla in sposa a uno sconosciuto residente in Francia. La tragica vicenda è accaduta a Firenze e il genitore aguzzino è un serbo di 49 anni, che prima di vendere la figlia l’aveva tenuta segregata in casa per 4 anni.

Un’agonia cominciata quando la giovane, oggi 17enne, aveva 13 anni: l’accordo che il padre aveva stipulato con il connazionale futuro sposo prevedeva che la ragazza imparasse a svolgere le faccende domestiche, dimagrisse per ritrovare la forma del primo incontro e arrivasse vergine al matrimonio. Nel frattempo non poteva uscire di casa se non sporadicamente, mai più di due volte al mese, per fare la spesa accompagnata da un altro componente maschio della famiglia.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di riduzione in schiavitù, dopo che la figlia è riuscita a liberarsi chiedendo aiuto tramite una chat di un gioco sul cellulare. Un coetaneo siciliano ha letto il messaggio di sos lanciato dalla giovane e ha fatto scattare l’allarme denunciando la cosa a un centro antiviolenza fiorentino. Da lì sono partite le indagini, nell’agosto dello scorso anno, condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Firenze.

Ma il ragazzo siciliano conosceva solo il nome della sua coetanea e vagamente la zona in cui risiedeva, null’altro. Dopo varie ricerche gli inquirenti sono riusciti a scoprire di chi si trattasse e due settimane fa hanno perquisito l’appartamento del serbo, mettendo fine alla schiavitù della 17enne. Se le indagini avessero tardato l’epilogo sarebbe stato ben diverso dal momento che il serbo era in procinto di partire per la Francia con la figlia da vendere.

Da quanto emerso nella ricostruzione della vicenda si è scoperto che la famiglia del futuro sposo dalla Francia era venuta in Italia dopo 10 mesi dal raggiungimento dell’accordo, e aveva già versato un primo acconto di 4 mila euro al padre aguzzino, in occasione dei fidanzamento ufficiale.

Anna Pedri

4 Commenti

  1. Aveva giocato a calcio in serie A anche lui come il “genitore” marocchino a Rimini ?

    perchè ci potremmo fare su uno squadrone niente male infilandogli qualche allenamento tra un reato ed un altro…

  2. Non ripeterei l’errore fatto con “romeno”: certi reati li commettono solo gli zingari, quindi il “serbo” in questione è molto più verosimilente zingaro con nazionalità serba (così come la maggioranza di “romeni” protagonisti di scippi, furto di rame, accattonaggio, sfruttamento della prostituzione, etc, sono in realtà zingari di cittadinanza romena). So che il risultato pratico lato “cronaca nera” non cambia, visto che si tratta sempre di stranieri che delinquono, ma considerata l’avversione condivisa verso lo ius soli probabilmente un approccio più attento su questo aspetto (essenziale per gli est europei, secondario per gli italiani) non guasterebbe.

Commenta