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Roma, 1 ott – Nel 2019, la giornalista spagnola Cristina Seguí scrisse un editoriale sulla testata Ok Diario in cui definiva Oscar Camps, fondatore della Ong spagnola Open Arms, “pirata a bordo di una nave negriera”. Camps depositò una denuncia-querela per diffamazione contro la giornalista spagnola perché, secondo Camps, avrebbe leso il suo onore e quello della sua Ong. Il fondatore di Open Arms chiese pure 10mila euro come risarcimento per i danni di immagine.



La Ong Open Arms, sostenuta da Richard Gere

In Spagna, come ormai è noto, Open Arms è ben inserita all’interno delle istituzioni, della politica, del mondo dello spettacolo e dello sport. La Ong ha ricevuto notevoli finanziamenti dai Comuni di Madrid e di Barcellona, dagli attori Javier Bardem e Penelope Cruz, da diversi musicisti spagnoli e dall’allenatore di calcio Pep Guardiola. Addirittura, Richard Gere e il giocatore della Nba Marc Gasol salirono a bordo della nave Open Arms, diventando testimonial della Ong spagnola. Ricordiamo che l’attore americano e Ada Colau, sindaco di Barcellona, si presenteranno come testimoni dell’accusa durante il processo Open Arms che vede come imputato Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio.

Il 29 settembre, con un post pubblicato su Twitter, la Seguí ha comunicato che il processo per diffamazione a suo carico, seguito alla denuncia-querela di Oscar Camps, si era concluso: “Ciao, Oscar Camps. Immagino che il tuo avvocato ti abbia già chiamato. In caso contrario, lo farò io. Il giudice mi ha appena assolto dalla tua richiesta di 10.000 euro per aver violato il tuo diritto all’onore, quando ti ho definito pirata a bordo di una nave negriera. E pagherai le spese”.

Nessuna diffamazione: ecco la sentenza

Cristina Seguí ha anche pubblicato su Twitter alcuni stralci della sentenza di assoluzione: “Per tutto quanto precedentemente detto, è opportuno emettere sentenza di rigetto della domanda del querelante (Oscar Camps, ndr), prevalendo nella fattispecie il diritto alla libertà di espressione degli imputati, e di assoluzione degli imputati dalle pretese mosse nei loro confronti nel presente procedimento”. Quindi, in questo caso che farà sicuramente giurisprudenza, il giudice ha ritenuto essere prevalente “la libertà di espressione, di pensiero e di opinione”, rispetto alle pretese di Oscar Camps che denunciò la Seguí perché, a suo dire, lo aveva diffamato, ledendo il suo onore. Nella sentenza, viene anche evidenziato che l’articolo della giornalista spagnola, essendo un editoriale di opinione, non può essere oggetto di censura. In Spagna, quindi, si può ora affermare che Oscar Camps è “un pirata a bordo di una nave negriera”, perché concerne la libertà di espressione.

Francesca Totolo



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