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forestale bariBari, 25 feb – Controlli a tappeto da parte della Forestale pugliese sono stati effettuati, nella giornata di ieri, nel porto di Bari. Gli agenti del Corpo forestale dello Stato, guidati dal commissario capo Giuliano Palomba, hanno fermato sette tir carichi di grano e provenienti da Canada, Messico, Panama e Gran Bretagna. Dopo il controllo dei documenti gli agenti hanno effettuato dei test sulla merce trasportata, operando direttamente sul posto, grazie a un kit mobile di ultima generazione.



Le analisi finora eseguite hanno evidenziato la presenza di una micotossina, dannosa per la salute, su un carico proveniente dal Messico e giunto a Bari sul mercantile Ecopride, battente bandiera panamense. All’imbarco della Vittoria del porto barese erano presenti, fin dal mattino, anche centinaia di aziende del settore, appartenenti a Coldiretti e provenienti in prevalenza dalle province di Bari, Foggia e dalla Basilicata, terre storicamente dedite alla produzione di grano italiano e piegate, da anni, dalla concorrenza dei cereali prodotti a basso costo all’estero. Proprio Coldiretti ha diffuso dati allarmanti, evidenziando come, in appena sette mesi, nel porto di Bari siano state scaricate oltre un milione di tonnellate di grano, provenienti da Canada, Turchia, Cipro, Hong Kong, Singapore, Olanda, Ucraina, Antigua, Argentina, Sierra Leone, Gran Bretagna. L’importazione totale inerente al 2015, invece, si aggira sui 4,8 milioni di tonnellate per il frumento tenero, e 2,3 milioni di tonnellate per il grano duro.

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Un quantitativo di prodotto estero che, sempre secondo lo studio di Coldiretti, ha prodotto la riduzione del 25% del prezzo del grano pugliese, decurtando da 34 a 25 euro il costo di un quintale. Una cifra che, al netto dei calcoli relativi all’inflazione e al rapporto lira-euro, può essere equiparata al prezzo di vendita di trent’anni fa. Oltre all’aspetto economico, il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, ha posto l’accento sui problemi inerenti la salute. “La qualità del grano straniero è inferiore a quella del prodotto italiano – ha spiegato Cantele – e bisogna offrire certezze ai consumatori su questo aspetto. Se il cereale è contaminato da micotossine lo saranno anche i prodotti finali, pasta, pane, biscotti, poiché neanche le alte temperature in fase di cottura riescono a eliminare i batteri fungini”.

Francesco Pezzuto

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