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Ambulanti stranieriRoma, 12 apr – Le attività commerciali con sede fissa calano di ben 3mila unità (-0,3%) in quattro anni; in compenso aumentano di 15mila unità (+8,3%) le attività ambulanti, con un incredibile (e purtroppo non sorprendente) balzo in avanti del 30% in più delle imprese gestite dagli stranieri in questo settore. I dati, diffusi da un’inchiesta di Unioncamere-Infocamere condotta sui dati del Registro delle Imprese tra il 2012 ed il 2016, infatti, contengono numeri impressionanti sull’aumento dei commercianti stranieri che, in termini assoluti, sono pari a ben 24mila unità in più nel periodo preso in considerazione.

Numeri record a Milano (+34%), Roma (+22%), Napoli ma anche in tranquille città di “provincia” come Catanzaro, Reggio Calabria e Pescara, che hanno conosciuto aumenti comunque superiori al 20% in un settore che si concentra soprattutto sull’abbigliamento, ambito che rappresenta il 27% del totale delle imprese e ben 51.646 imprese in termini assoluti.

Un salto in avanti favorito soprattutto dagli ambulanti provenienti dal Bangladesh, che sono aumentati di 6.649 unità dal 2012 al dicembre 2016 ed hanno così raggiunto al secondo posto i commercianti senegalesi, che in questa speciale “classifica” di settore rappresentano il 15% sul totale delle attività registrate. Saldamente in testa, però, restano i marocchini che, con un aumento non da poco del 14%, mantengono un grosso “vantaggio” sulle altre nazionalità di provenienza degli ambulanti e raggiungono una cifra totale pari a 40.189 unità, pari addirittura al 39% del totale delle imprese.

Numeri alla mano, dunque, sono i cittadini di appena tre paesi stranieri a detenere circa il 70% delle “quote” del settore. Senza contare le tante altre nazionalità di provenienza. Lavori che gli italiani non vogliono più fare?

Emmanuel Raffaele

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