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Genova, vietato far festa: la fiera va agli immigrati

by La Redazione
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fiera di genovaGenova, 18 lug – Era tutto pronto. 10.000 gli ingressi previsti per l’Holi Fusion Festival, 12 ore di musica, divertimento e polveri colorate. Un format olandese già testato a Torino, Roma e Milano nei mesi scorsi. Si sarebbe dovuto svolgere in queste ore negli spazi della Fiera di Genova. Tutti i costi coperti dagli organizzatori, biglietti venduti, sponsor impegnati, alberghi pieni. Ma ieri pomeriggio il dietrofront del comune, guidato dal sindaco arcobaleno Doria. Tutto annullato. Spiacenti. Motivo? Le polveri colorate, elemento caratterizzante della festa, devono essere poste a valutazione.
Scrupolo sanitario? Difficile crederlo. Il prodotto, a base di farina di mais, è ovviamente testato e immediatamente biodegradabile. La Commissione Provinciale di Vigilanza possedeva inoltre già da 4 mesi i componenti del materiale distribuito e prodotto in Olanda. I dubbi aumentano, tenuto conte del fatto che, oltre agli eventi già svolti nelle altre città, proprio a Genova il mese scorso si era tenuta con successo la Color Run: gara podistica amatoriale nella quale i corridori potevano utilizzare le stesse identiche polveri. E allora?
Ieri l’intreccio delle coincidenze: la Provincia di Genova chiede alla Caritas di accogliere un centinaio di immigrati in arrivo nel capoluogo ligure. Risposta della curia: picche. “Tutte le strutture ricettive sono impegnate con i ritiri spirituali”, chiarisce in serata monsignor Marino Poggi, direttore della Caritas diocesana. Si arriva così all’emergenza e, probabilmente, alla più errate delle soluzione. Far saltare un evento commerciale di portata nazionale, costruito da imprenditori italiani under 30, per trasformare la Fiera di Genova (complesso mastodontico, a capitale pubblico e quindi costosissimo per il contribuente ligure) in un centro di accoglienza improvvisato.
Questa notte la conferma, già riportata da Repubblica.it: all’interno del padiglione centrale della Fiera, una pattuglia della Polizia di Stato scorta un centinaio di profughi e relative sistemazioni. Il tutto all’insaputa della cittadinanza genovese. Il numero di immigrati mantenuti grazie all’intervento pubblico è così destinato ad aumentare; gli eventi commerciali dell’estate ligure, invece, a saltare definitivamente.
Unica voce fuori dal coro, quella del neo-assessore regionale alle politiche giovanili, Ilaria Cavo: “E’ inaccettabile che la Fiera di Genova sia aperta per gli immigrati e chiusa ai giovani. Ed è singolare che, mentre le brandine per ospitare i migranti rimangono ad occupare il Palasport, venga negato alla Fiera il permesso per svolgere una manifestazione che avrebbe attirato molti giovani a Genova come l’Holi Fusion Festival”
Arriva così dal capoluogo ligure l’esempio perfetto di come il business dell’accoglienza forzata risulti per le tasche di alcuni assai più conveniente dello sforzo imprenditoriale di altri. Con buona pace di chi voleva lavorare e divertirsi, a Genova è vietato fare festa; ci sono altre priorità.
Giacomo Petrella

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16 comments

giacomo vallarino 18 Luglio 2015 - 5:19

peccato che poco meno di un mese fa a taiwan ad un evento simile si sia scatenato un incendio spaventoso causato proprio dalle stesse polveri.
Io lo farei presente. 😀

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Mario 18 Luglio 2015 - 9:08

E quindi Giacomo secondo te è giusto che invece di trovare una soluzione per queste polveri la fiera di Genova diventi un rifugio per immigrati rinunciando cosi ad un evento che contava gia 10000 partecipanti? Dovrebbero impedire di parlare alla gente come te che non ragiona un minimo con la testa.

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giacomo vallarino 18 Luglio 2015 - 10:18

Mi pare che chi stia ragionando col didietro sia lei. l’incendio a taiwan è avvenuto circa 20 giorni fa. la “soluzione per queste polveri” come dice lei sarebbe quella di testarle nuovamente. l’organizzazione dell’Holi fusion ovviamente dice che erano sicure, però io aspetterei le motivazioni ufficiali degli esperti della sicurezza che hanno deciso di annullare l’evento.
Sinceramente vedo difficile che lo abbiano fatto per far accomodare i migranti un giorno prima, annullando una manifestazione di 10000 persone incorrendo in facili polemiche.

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simone 19 Luglio 2015 - 10:03

@Giacomo Vallarino: sta paragonando eventi organizzati da persone diverse, format diversi, in continenti diversi! quello a Taiwan era un “color party”, quello di genova è un Holi Fusion Festival.. se lei mi trova un link per un qualsiasi Holi Fusion Festival che abbia scatenato un incendio, mi ricrederò..!

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giacomo vallarino 19 Luglio 2015 - 11:47

le polveri usate sembrano essere uguali (a detta degli organizzatori entrambe ignifughe). così come il tipo di evento.
Se la motivazione fosse l’attesa di maggiori controlli non mi sentirei di biasimare la decisione della commissione di vigilanza, insomma.

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simone 20 Luglio 2015 - 8:37

Lei sta esprimendo la sua opinione, che rispetto, ma piena zeppa di motivazioni date dalla non conoscenza dei fatti.
1) il comune di Genova ha approvato l’evento più di QUATTRO MESI fa, avendo a disposizione tutto il materiale necessario all’evento.
2) lei non saprà che, il 27/06 di quest’anno, a Genova si è tenuta la Color Run.. Ovvero corsa con i colori, esattamente identici a quelli usati per l’evento Holi Fusion (poichè medesima organizzazione), nonchè identici colori usati a: Roma, Milano, Torino, e altre città di tutta Europa (ma quelli di Genova sono “scrupolosi” dice lei).
3) il problema dell’incendio è esilarante! Per l’evento stesso sarebbero dovuti essere predisposti degli “idranti” per bagnare (acqua vaporizzata, come Gardaland per capirci..) tutti i partecipanti alla festa, in modo da sopportare meglio il caldo e rimanere freschi.
Vedo con poca sorpresa che non mi ha fornito nessun link..

giacomo vallarino 20 Luglio 2015 - 5:46

io alla color run ci sono andato. e l’incendio a taiwan è avvenuto lo stesso giorno (circa) della color run genovese. quindi più o meno 20 giorni fa. a me parrebbe sensato se le autorità di vigilanza, alla luce di fatti di questo tipo (avvenuti in un parco acquatico), avessero voluto verificare meglio la sicurezza delle polveri usate.

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Anonimo 20 Luglio 2015 - 6:14

Continua a parlare di ulteriori verifiche, ma si vuole togliere il prosciutto dagli occhi? Tra le altre cose sta commentando un articolo riportante la ragione ufficiale! Che quello di Taiwan fosse in un parco acquatico non vuole dire nulla se l’evento non prevede di bagnare i manifestanti.. E ancora, parliamo di eventi organizzati da ENTI DIVERSI! E senza essere razzisti o altro, si sa in Cina, e sud-est asiatico in generale, quanto poco rispetto ci sia per la sicurezza e i diritti dell’uomo..

giacomo vallarino 20 Luglio 2015 - 6:41

Allora, a taiwan hanno usato polveri di amido di mais (cornstarch) potenzialmente infiammabili (in determinate condizioni). http://edition.cnn.com/2015/06/29/asia/taiwan-water-park-explosion/
https://en.wikipedia.org/wiki/Formosa_Fun_Coast_explosion
Anche le polveri usate in Italia sarebbero state di amido di mais.
“E senza essere razzisti o altro, si sa in Cina, e sud-est asiatico in generale, quanto poco rispetto ci sia per la sicurezza e i diritti dell’uomo..”
vabbè, detto sulla pagina di un giornale di destrissima come questo, fa quasi sorridere.

Anonimo 20 Luglio 2015 - 8:20

Le posso assicurare che sono capitato su questa pagina semplicemente per un link pubblicato su Facebook, non sono per nulla un frequentatore abituale! Leggendo l’articolo però mi da ragione, riporta solo il materiale distribuito non quello sparato dagli organizzatori (Color Play Asia). Infatti “A company that supplied three tons of colored powder to Color Play Asia said there are warnings on the packaging that the material is flammable”. Loro possono dichiarare che le polveri facciano anche bene, ma i fornitori dicono che sono infiammabili!!

giacomo vallarino 20 Luglio 2015 - 6:42

…la ragione “ufficiale”? cioé?

Anonimo 20 Luglio 2015 - 7:42

Mi scusi, ma l’ha letto l’articolo? O ha letto i commenti e preso spunto? C’è scritto chiaramente che, come già riportato da Repubblica.it, un padiglione della Fiera del Mare ospita circa un centinaio di migranti poiché non vi erano strutture Caritas a disposizione..

giacomo vallarino 20 Luglio 2015 - 7:48

i migranti sono arrivati la notte tra il 17 e il 18. potevano farli alloggiare per un giorno da altra parte e poi trasferirli ed evitare polemiche.

Mario 18 Luglio 2015 - 9:09

Anzi piu che non ragionano con la testa direi che ragionano col culo.

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Anonimo 20 Luglio 2015 - 2:35

Solo in Liguria o in Italia in generale ma in Liguria particolarmente, si sorride poco, tutti sono presi male e soprattutto fanno problemi per qualunque cosa,non c è mai niente da fare,nulla di un Po diverso, tutto limitato, troppa chiusura mentale. Io appena posso telo via, tutti vecchi e i giovani invecchiati che due palle

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Michele 20 Luglio 2015 - 2:00

Ma tutti quelli che alle regionali hanno votato Toti dove sono?? Non era lui quello che avrebbe mandato via gli zingari o detto stop all invasione degli immigrati?? Ahahahah che branchi di pecore che siete, vi fate abbindolare dal solito politico di turno e poi ve ne andate a lamentare su facebook.. Che italia di merda zio can!

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