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Roma, 22 gen – Alla fine le voci erano fondate: Luigi Di Maio lascia. Il ministro degli Esteri, sotto pressione da tempo e nel mirino della fronda pentastellata per il suo doppio incarico, oggi pomeriggio si dimetterà da capo politico del Movimento 5 Stelle. A quattro giorni dalle elezioni regionali in Emilia Romagna, a due mesi dagli stati generali dei pentastellati. “Resto alla Farnesina, ma è il momento di un passo indietro dal partito. Sono stanco, esausto, deluso, inca****o”. Certo, impossibile non collegare le sue dimissioni alla molto probabile debacle elettorale del M5S di domenica. Così come non si può non pensare al fatto che il Movimento ormai è prossimo alla disgregazione, con possibili scissioni. Resta il dato politico: Di Maio scommette sulla tenuta del governo e si tiene la Farnesina.

Oggi pomeriggio la presentazione dei “facilitatori” poi le dimissioni

Oggi alle 10 vedrà i suoi ministri e viceministri. Poi, alle 17, presentando i fantomatici “facilitatori” regionali – di fatto i segretari locali nelle diverse Regioni dei 5 Stelle – al Tempio di Adriano, comunicherà ufficialmente le dimissioni. Dal canto suo, il premier Giuseppe Conte ufficialmente fa sapere che non era al corrente della decisione. Ma a quanto pare sapeva da giorni, tanto che aveva chiesto al ministro degli Esteri di non lasciare la guida del M5S. Il terremoto potrebbe scuotere anche i delicati equilibri della maggioranza giallofucsia: cambio di leadership con tanto di guerra di successione, inarrestabile fuggi fuggi di parlamentari. Se alla Camera, nonostante il continuo abbandono da parte di deputati pentastellati, i numeri sono blindati, al Senato il discorso è molto più complicato (anche tenendo conto delle truppe cammellate di Renzi, ago della bilancia della maggioranza).

La crisi del Movimento

Il Movimento è in crisi: oggi si riuniscono a Roma i probiviri per decretare le sanzioni nei confronti dei morosi delle restituzioni (ieri due deputati finiti sotto la lente del comitato – Nadia Aprile e Michele Nitti – sono passati al Misto). Occhi puntati quindi sull’ala dei “duri e puri” come Alessandro Di Battista, che proverà a rimpiazzare Di Maio. Certo, il silenzio-assenso di Beppe Grillo la dice lunga sul fatto che la fiducia del garante del M5S per Di Maio forse è venuta meno. Anche se difficilmente qualcuno farà la prima mossa fino a dopo il voto delle Regionali. Restano tutti col fiato sospeso per vedere quanto sarà dura la sconfitta elettorale.

Zingaretti la prende male: “Si dimette? Non mi fa piacere”

Da parte del principale alleato di governo del M5S, ossia il Pd, c’è ovviamente l’auspicio che il passo indietro di Di Maio non incida troppo sulla maggioranza. Dario Franceschini afferma: “Andiamo avanti, nessuno tra loro vuole far cadere l’esecutivo. Per andare dove, tra l’altro?”. Di tutt’altro avviso il segretario dem Nicola Zingaretti. “Di Maio si dimette? Non mi fa piacere. Non commento indiscrezioni, ma nel M5S si sottovaluta che di fronte a un centrodestra organizzato non si può dire che Zingaretti e Salvini siano la stessa cosa: non rafforza l’alleanza. Abbiamo preso un impegno anche tra persone che rispettiamo, ora dobbiamo abbassare la polemica politica e accentuare l’impegno per raggiungere i risultati”.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. […] Di Maio lascia la guida del M5S. Proprio prima del tonfo annunciato in Emilia RomagnaAlla fine le voci erano fondate: Luigi Di Maio lascia. Il ministro degli Esteri, sotto pressione da tempo e nel mirino della fronda pentastellata per il suo doppio incarico, oggi pomeriggio si dimetterà da capo politico del Movimento 5 Stelle. A quattro giorni dalle elezioni regionali in Emilia Romagna, a due mesi dagli stati generali dei pentastellati. “Resto alla Farnesina, ma è il momento di un passo indietro dal partito. Sono stanco, esausto, deluso, inca****o”. Certo, impossibile non collegare le sue dimissioni alla molto probabile debacle elettorale del M5S di domenica. Così come non si può non pensare al fatto che il Movimento ormai è prossimo alla disgregazione, con possibili scissioni. Resta il dato politico: Di Maio scommette sulla tenuta del governo e si tiene la Farnesina. Oggi pomeriggio la presentazione dei “facilitatori” poi le dimissioniOggi alle 10 vedrà i suoi ministri e viceministri. Poi, alle 17, presentando i fantomatici “facilitatori” regionali – di fatto i segretari locali nelle diverse Regioni dei 5 Stelle – al Tempio di Adriano, comunicherà ufficialmente le dimissioni. Dal canto suo, il premier Giuseppe Conte ufficialmente fa sapere che non era al corrente della decisione. Ma a quanto pare sapeva da giorni, tanto che aveva chiesto al ministro degli Esteri di non lasciare la guida del M5S. Il terremoto potrebbe scuotere anche i delicati equilibri della maggioranza giallofucsia: cambio di leadership con tanto di guerra di successione, inarrestabile fuggi fuggi di parlamentari. Se alla Camera, nonostante il continuo abbandono da parte di deputati pentastellati, i numeri sono blindati, al Senato il discorso è molto più complicato (anche tenendo conto delle truppe cammellate di Renzi, ago della bilancia della maggioranza). La crisi del MovimentoIl Movimento è in crisi: oggi si riuniscono a Roma i probiviri per decretare le sanzioni nei confronti dei morosi delle restituzioni (ieri due deputati finiti sotto la lente del comitato – Nadia Aprile e Michele Nitti – sono passati al Misto). Occhi puntati quindi sull’ala dei “duri e puri” come Alessandro Di Battista, che proverà a rimpiazzare Di Maio. Certo, il silenzio-assenso di Beppe Grillo la dice lunga sul fatto che la fiducia del garante del M5S per Di Maio forse è venuta meno. Anche se difficilmente qualcuno farà la prima mossa fino a dopo il voto delle Regionali. Restano tutti col fiato sospeso per vedere quanto sarà dura la sconfitta elettorale. Zingaretti la prende male: “Si dimette? Non mi fa piacere”Da parte del principale alleato di governo del M5S, ossia il Pd, c’è ovviamente l’auspicio che il passo indietro di Di Maio non incida troppo sulla maggioranza. Dario Franceschini afferma: “Andiamo avanti, nessuno tra loro vuole far cadere l’esecutivo. Per andare dove, tra l’altro?”. Di tutt’altro avviso il segretario dem Nicola Zingaretti. “Di Maio si dimette? Non mi fa piacere. Non commento indiscrezioni, ma nel M5S si sottovaluta che di fronte a un centrodestra organizzato non si può dire che Zingaretti e Salvini siano la stessa cosa: non rafforza l’alleanza. Abbiamo preso un impegno anche tra persone che rispettiamo, ora dobbiamo abbassare la polemica politica e accentuare l’impegno per raggiungere i risultati”. Adolfo Spezzaferro  per   https://www.ilprimatonazionale.it/politica/di-maio-lascia-m5s-proprio-prima-tonfo-annunciato-emilia-… […]

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