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Gubbio, 8 mag – Una esplosione devastante ha investito a Gubbio un piano e il sottotetto di una palazzina che ospitava un laboratorio per il trattamento della cannabis terapeutica.



Gubbio, dopo l’esplosione crollo completo

Completamente crollato lo stabile che, sotto le sue macerie, ha rivelato due morti e tre feriti (uno gravissimo). La fabbrica si trova nelel campagne di Gubbio: le ragioni dell’esplosione sono ancora da verificare.

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Le indagini in corso: sarà omicidio colposo

A Gubbio, l’indagine  sulla tragedia è coordinata dal sostituto procuratore di Perugia Gemma Miliani. Subito disposto il sequestro della palazzina, interamente distrutta. Il reato che probabilmente sarà ipotizato nel fascicolo sarà omicidio colposo. Le verifiche sull’esplosione si stanno concentrando sulla regolarità amministrativa dell’attività.

Prima l’ipotesi Gpl, poi i solventi

A quanto emerso sin ora, lo stabile oggetto dell’esplosione era stato regolarmente affittato. Nel laboratorio si provvedeva ad abbassare la concentrazione del principio attivo della cannabis per renderla di uso terapeutico. Sotto l’aspetto della normativa degli stupefacenti il laboratorio è risultato perfettamente in regola. I vigili del fuoco avevano ipotizzato che lo scoppio fosse stato provocato da una una fuga di gpl, ma tale ipotesi non ha trovato riscontro, poiché questo metodo non è risultato in utilizzo presso l’attività.

“Incolpati” dell’esplosione di Gubbio dunque i solventi e le altre sostanze infiammabili utilizzate per i processi di lavorazione. Alcuni di questi sono stati trovati anche nel cortile della palazzina. I vigili del fuoco hanno tratto in salvo due persone, gestendo una situazione ad altissimo rischio: infatti, è stato necessario tagliare delle travi in ferro con le mototroncatrici e divaricatori idraulici, per poi sollevare le parti in cemento con i cuscini pneumatici. Nel frattempo, si verificavano altre forti esplosioni.

La situazione dei feriti

Uno dei feriti estratti è stato portato con l’elisoccorso al centro grandi ustionati di Cesena e l’altro a Branca. Anche un vigile del fuoco è stato portato nello stesso centro per essere curato, insieme ad un altro dei feriti, già estratto dalle macerie prima dell’arrivo dei vigili.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Vittime e soccorritori? Tutti uomini ma dato che sono non donne allora si usa l’impersonale.
    E scommetto che non ci sarà nessuna commozione istituzionale né approfondimenti sulle loro vite.
    La classica doppia cancellazione della vita maschile.

  2. Con oltre due morti al giorno sul lavoro solo da poco è iniziata la carrellata mediatica degli incidenti.
    Chissà perché.

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