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Roma, 12 ago – Gli immigrati ospiti dei centri di accoglienza? Non costituiscono un pericolo per il diffondersi del contagio. Piuttosto, la minaccia arriva da chi arriva «in business class» o dai giovani che si divertono in discoteca. Se non fossero dichiarazioni del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, sarebbero un’ottima barzelletta. Invece l’ha detto sul serio, proprio nel giorno in cui a Milano si registrava un positivo in un centro di accoglienza (che ha fatto scattare la quarantena per tutti gli altri), e il focolaio di 73 clandestini contagiati al centro di Pozzallo faceva impennare l’indice di contagio in Sicilia. Altro che movida vacanziera.

La pestilenza viaggia in business class

Il vero problema per Sileri, intervenuto ad Agorà su Rai3, è rappresentato da coloro che rientrano dalle vacanze all’estero. «Sono preoccupato per coloro che tornano dalle vacanze. I casi di contagio riguardano più queste persone che non i migranti che vengono controllati e quarantenati». Il viceministro ci dovrebbe quindi spiegare come è stato possibile passare da due contagiati a 257 nel giro di una settimana nella ex-caserma Serena di Treviso, passato in pochi giorni da centro di accoglienza a bomba sanitaria, grazie ai famosi «controlli». Certo, prosegue, ci vuole la «massima attenzione» ai migranti, che «devono essere testati» e «controllati perché non devono fuggire». Cosa che succede regolarmente, come a Lampedusa. «Ma sono più preoccupato dei casi che arrivano in business class».

La App Immuni? «è temuta ma importante»

Sileri poi interviene sulla famigerata quanto fallimentare App Immuni, che «è stata sottostimata, temuta, vista come un nemico o un orpello inutile. Ma in questa fase è fondamentale. «Se tuo figlio», insiste «va a ballare in una discoteca o a una festa da 100 persone, si ricorderà i nomi dei partecipanti se dovesse risultare positivo? A luglio grazie a Immuni, su un treno è stato individuato un positivo ed è stato bloccato un focolaio». Il viceministro si metta il cuore in pace. Dati alla mano, a questo punto solo puntando un mitra in testa agli italiani si otterrebbero più download. 

Il vaccino? prematuro 

Per quanto riguarda il vaccino, che ieri ha spaccato l’esecutivo con Renzi che tifa per l’obbligatorietà e Conte rimasto più sulla linea morbida, Sileri sostiee che «credo che se ne parli troppo in questo momento ed è prematuro. Non è ancora disponibile. O meglio, è possibile che sia disponibile qualcosa di funzionante entro fine anno. Funzionare», ha spiegato Sileri, «non significa che sia sicuro».

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Bisogna avvertire il Sig. Sileri che l’emergenza e finita due mesi fa (cit. Prof. Zangrillo) e che la smetta di dire porcherie, vada a lavorare che a fare il parlamentare come lei sono buoni tutti!

  2. Ma questi polituncoli, intellettualuncoli e porcellini vari si assomigliano tutti, hanno tutti quegli occhietti e quel nasino particolare. Chi sa perchè?

  3. Pagliaccio, gli immigrati sono controllati???? Ah si???? E da chi? Dal portinaio del centro d’accoglienza? Sono tutti clandestini da espellere!!! Ricordatelo pagliaccio con giacca e cravatta!!

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