prefabbricato
Modulo prefabbricato del tipo di quelli noleggiati dalla Regione Toscana per ospitare gli immigrati irregolari

Firenze, 12 ago – La Regione Toscana guidata dal presidente Enrico Rossi e per la materia dall’assessore con delega alle politiche dell’immigrazione Vittorio Bugli certifica il panico.

Prima, gli atti freneticamente adottati in un solo mese da fine giugno a fine luglio per individuare ben 39 centri di accoglienza in immobili di proprietà della stessa Regione e delle Asl, già discussi su queste colonne, destinati a ospitare almeno altri 6.500 finti profughi oltre ai 5.100 già ufficialmente presenti in Toscana.

Quindi, la raffica di avvisi per manifestazione d’interesse di tutte le Prefetture, rivolti ai privati e alcuni già conclusi con l’individuazione di decine di altri immobili per lo più nella disponibilità di cooperative ed enti caritatevoli (per esempio a Lucca e a Pisa, in realtà estesi a tutta la Regione), per un totale stimato non lontano da ulteriori 2mila immigrati – così che ci avviciniamo ai 15mila richiedenti asilo già assegnati, cioè una cittadina di medie dimensioni sulla scala tipica della Toscana.

Infine – a dimostrazione che toccato il fondo si può ancora scavare – con Delibera n. 819 del 4 agosto la Regione preannuncia lo stanziamento di ulteriori 100mila Euro per affittare – a cura della Protezione civile regionale – 200 casette prefabbricate, munite di ogni comfort inclusa aria condizionata, alla modica cifra di 500 euro al mese per modulo abitativo e prevedendo di ospitare fino a sei persone per modulo, quindi ulteriori 1.200 immigrati. Casette da distribuire in numero non superiore a tre per ogni Comune, dal che si evince che saranno almeno 67 i Comuni toscani a dover ospitare questa ennesima invasione di risorse illegali.

Il governo regionale, poi, gioca coi numeri con un’abilità sorprendente quanto rivoltante: l’assessore Bugli parla di un “profugo” ogni 600 abitanti della Toscana, riferendosi ai 5.100 già presenti in Toscana e a quelli da ospitare nei moduli prefabbricati. Un’offesa all’intelligenza, avendo dimenticato i quasi 10mila già previsti negli immobili regionali e Asl e in quelli delle cooperative e affini. Tanto che, col nuovo provvedimento delle casette, gli immigrati irregolari stanziati in Toscana saranno più di uno su 200 residenti: una percentuale in grado di sconvolgere qualsiasi equilibrio sociale ed economico.

Un altro piccolo problema si evince dallo stanziamento previsto: 100mila euro – cifra che in se’ non fa molta impressione – saranno appena sufficienti per… un mese di noleggio dei moduli abitativi, quando è ampiamente noto che le pratiche di richiesta asilo richiedono molti mesi o perfino anni. Inoltre, interverranno le spese per i servizi, la paghetta ai gentili ospiti, il compenso per chi se ne occuperà. Non andremo tanto lontano dal vero pensando che la spesa sarà dell’ordine di 200mila euro al mese per almeno due anni, solo per quest’ultimo provvedimento, qualcosa come cinque milioni sottratti alle esigenze degli Italiani.

Includendo tutti provvedimenti passati e presenti, incluse le assicurazioni stipulate dalla Regione Toscana per coprire i rischi del lavoro volontario degli immigrati irregolari, non ci stupiremmo se la spesa tendenziale a fine anno per l’accoglienza dei finti profughi sul territorio della Toscana superasse abbondantemente i 100 milioni di euro. Una somma esorbitante che, in ragione della coperta cortissima dei bilanci pubblici, sarà ovviamente sottratta dal bancomat-sanità, la cui scure si sta abbattendo come una mannaia sulla salute degli Italiani.

Da notare, inoltre, l’incredibile tempistica scelta dalla giunta regionale della Toscana per far passare nell’eccezionale canicola di luglio e agosto provvedimenti che avrebbero richiesto ben altro coinvolgimento della popolazione, rispetto ai quali solo poche amministrazioni comunali come Montecarlo, Altopascio e Pietrasanta, alcune altre amministrazioni della Garfagnana e della Versilia, tutte in provincia di Lucca, si sono radicalmente e coraggiosamente opposte.

Una fonte ben informata, infine, ci ha riferito di aver sentito il governatore Enrico Rossi sostenere che “le politiche dell’immigrazione sono l’ultima opportunità per fare qualcosa di sinistra”, una posizione del resto confermata dal fatto che più di ogni altro esponente del Pd Rossi non esita a sfidare frontalmente Matteo Salvini su un tema che la maggioranza del suo partito cerca di tenere per quanto possibile sotto traccia. Ci sarà quindi passato il facile sillogismo per cui fare politiche di sinistra corrisponde, oggi più che mai, a fare politiche nettamente anti-italiane e anti-nazionali.

Francesco Meneguzzo

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