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Roma, 9 apr – “Il lockdown quando finisce? Smettiamola con questa ipocrisia. Il lockdown almeno in Veneto non esiste più, perché di fatto già oggi il 60% delle aziende sta lavorando”. Ha risposto così il governatore del veneto Luca Zaia ai giornalisti che gli chiedevano lumi riguardo a una possibile data di riapertura verso la normalità. Lo riporta AdnKronos. “Ho parlato questa mattina con il ministro Speranza e sembra che il governo scriva il prossimo Dpcm prima di Pasqua, spero ci sia la possibilità di dare il nostro contributo. Come ribadisco sempre, ogni decisione dovrà essere supportata da un parere scientifico, e ad oggi in Veneto la partita con il virus non è finita, con quasi 13mila positivi, oltre 1500 malati ricoverati, 270 in terapia intensiva e 750 morti”, spiega.

Va ribadito, però, che il ciclo produttivo è tutt’altro che fermo. “Già oggi molte aziende stanno lavorando. E allora dobbiamo mettere in sicurezza i lavoratori, per questo le aziende devono poter disporre dei dispositivi di sicurezza, mascherine e guanti”, ha spiegato Zaia.

Nel corso della conferenza stampa vi è stato spazio anche per un duro attacco all’Unione europea: “In Europa il dibattito è imbarazzante, vergognoso, l’Europa è latitante e spero che il governo non si accontenti di aver approvato il ‘Dl liquidità’, e vada a bussare decisamente in Europa che deve fare qualcosa, con l’emissione di titoli per l’emergenza o altri strumenti, ma non può far finta di nulla“.

Il governatore ha poi criticato aspramente le dichiarazioni del ministro della Salute secondo il quale il ‘patentino di immunità’ basato su test degli anticorpi non avrebbe alcuna validità. “Al ministro Speranza dò il consiglio di lasciare il dibattito sulla patente di immunità al mondo scientifico, all’interno del quale oggi vi sono posizioni completamente diverse, in antitesi una con l’altra. Aspettiamo che si mettano d’accordo tra di loro”.

Cristina Gauri

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