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bonus bebéRoma, 16 mag – Un calo di natalità senza precedenti, con il saldo della popolazione in continua discesa che rischia di portare, entro il 2026, al 40% di nascite in meno rispetto al 2010. In uno sprazzo di lucidità, il ministro della salute Beatrice Lorenzin sembra aver messo a fuoco la profonda crisi demografica che investe l’Italia. E cerca di correre ai ripari, promettendo l’aumento e l’estensione dei bonus bebé. Non senza disdegnare, visti i tempi che corrono in termini di sostegno popolare all’esecutivo, un occhio alle elezioni amministrative e un altro al referendum costituzionale dell’autunno.



“In 5 anni abbiamo perso oltre 66 mila nascite, cioè per intendersi una città più grande di Siena. Se leghiamo tutto questo all’aumento degli anziani e delle malattie croniche, abbiamo il quadro di un paese moribondo”, spiega la Lorenzin, intervistata da Repubblica. “Non può – continua il ministro – non esserci una correlazione con la crisi economica, per questo il bonus può avere un significato importante per i circa due terzi dei genitori che stanno sotto la soglia di 25mila euro di Isee. Serve una politica di sostegno delle nascite”. L’idea è quella di raddoppiare il bonus bebé, che oggi ammonta a 80 euro, portandolo a 160 per la stessa fascia di reddito. Senza disdegnare altre ipotesi, come aumentare l’assegno mensile per il secondo figlio fino a 240 euro.

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Da Palazzo Chigi arriva, però, subito una frenata: quelle della Lorenzin sarebbero solo misure ancora da vagliare, e comunque non partirebbero se non dal 2017 in avanti. E’ la stessa titolare del dicastero della Salute, d’altronde, a riconoscere che non bastano gli assegni – sui quali peraltro “la coperta è corta”, ammette la Lorenzin evidenziando la mancanza di fondi – ma “ci vogliono altri interventi”. Parliamo di revisione delle detrazioni Irpef, parliamo di sostegno alle visite specialistiche prima e dopo il parto, parliamo di tutte quelle spese per le quali anche 400 euro al mese potrebbero non bastare, parliamo degli asili. Su questi ultimi, ad esempio, casca il proverbiale asino. Meno di due anni fa, Renzi aveva promesso di costruirne mille in mille giorni. Ne avete visto qualcuno? Probabilmente no, ma nel frattempo si vocifera di possibili aumenti Iva al 23% mentre i piani del governo sulle imposte son già saltati più volte. I bonus dunque, forse, arriveranno, sia pur con una mano che dà e l’altra che toglie. Per le misure di ampio respiro si può invece attendere.

Filippo Burla

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