Foto Daniele Leone / LaPresse 04/12/2014 Roma, Italia Cronaca Mafia Roma, la lupa capitolina vista attraverso le luci di un mezzo dei Carabinieri. Campidoglio

Roma, 5 nov – Davanti al Tribunale di Roma la folla di giornalisti è quelle delle grandi occasioni: all’aula Occorsio è cominciato il maxi processo a Mafia Capitale nei confronti dei 46 imputati. Un tour de force che prevede quattro udienze a settimana per far luce sul malaffare a Roma e che già ha suscitato l’ira degli avvocati difensori, pronti a sollevare eccezioni di ogni tipo per garantirsi un tempo maggiore per le difese dei propri imputati.

L’avvocato di Massimo Carminati, considerato dai Pm Ielo, Tescaroli e Cascini il vertice della cupola affaristica romana, ha dichiarato: “Farò parlare Massimo Carminati, stavolta è intenzionato a difendersi in modo diverso dal solito. Vuole chiarire molte cose e credetemi che lo farà sicuramente”, anche se “non ha rivelazioni da fare”.

I reati contestati vanno dalla corruzione all’associazione mafiosa, ed è proprio il reato associativo che gli avvocati delle parti cercheranno di far cadere per evitare le aggravanti previste. A confermarlo ai giornalisti è direttamente Luca Odevaine, ex membro del tavolo sui migranti della decaduta giunta Marino e ora agli arresti domiciliari: “Ci sono singoli reati ma non c’è l’associazione mafiosa, il mio ruolo è stato sopravvalutato”. Proprio queste frasi però potrebbero mettere nei guai Odevaine, che essendo sottoposto ai domiciliari non potrebbe comunicare con l’esterno, giornalisti compresi.

Buzzi, Carminati, Brugia e Testa saranno collegati in videoconferenza con la Corte per motivi di sicurezza e non saranno quindi personalmente in aula.

Rolando Mancini

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam.
Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here