latorreRoma, 13 gen – Massimiliano Latorre resterà in Italia fino al 30 aprile. Lo ha deciso la Corte Suprema indiana, estendo il permesso sanitario concesso a Latorre nello scorso agosto per curare gli effetti dell’ictus che lo aveva colpito in agosto. Il precedente permesso scadeva il 15 gennaio.

Tutto questo nonostante le pressioni del governatore dello Stato meridionale del Kerala, Oommen Chandy, che aveva chiesto al primo ministro Narendra Modi di far tornare in India il fuciliere di Marina nei tempi previsti dalla sua licenza. “I marò italiani – aveva detto Chandy – hanno commesso un crimine in territorio indiano e quindi devono rispondere alle leggi indiane. Oggi stesso il Kerala chiederà al premier Modi di riportare il militare italiano in India”. Le frasi di Chandy appaiono in realtà frutto di maldestra propaganda politica, quando sia le responsabilità dei due soldati italiani, sia il fatto che la morte dei due pescatori sia avvenuta in acque indiane, sono elementi da tempo contestati e, alla luce degli ultimi scoop, anche piuttosto traballanti.

Ma nella partita giocata sulla pelle dei due Marò, ognuno gioca pensando più ai propri interessi che alla verità. O meglio, questo lo ha fatto l’India. L’Italia, fino ad ora, è sembrata decisamente più distratta. Ad ogni modo, sulla vicenda interverrà in aula al question time il ministro della Difesa Roberta Pinotti giovedì pomeriggio, ha annunciato Elio Vito, capogruppo di Forza Italia in Commissione Difesa a Montecitorio.

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